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Il Cosenza prima dorme, poi segna: 3-0 al Nissa

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Il Cosenza prima dorme, poi segna: 3-0 al Nissa

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COSENZA – La metamorfosi inizia nello spogliatoio. Il Cosenza vince 3-0 a Caltanissetta, contro la Nissa, ma solo nel secondo tempo.

Il tris porta la firma di Foderaro e del solito, infallibile bum-bum Mosciaro. Non inganni il risultato finale, la quanta sofferenza, soprattutto nel primo tempo, chiuso con il risultato ad occhiali. La domanda è la solita: colpa del Cosenza o merito degli avversari? Stavolta non abbiamo dubbi: tutta colpa del Cosenza. Perchè i rossoblù, nei primi 45′, contro i volenterosi ragazzini della Nissa, mostra il suo lato peggiore: autolesionista, distratto, svogliato, impacciato. Ma anche sfortunato. Sì, ma aggrapparsi al palo centrato da Fiore e alla traversa “beccata” da Parenti, sarebbe ridicolo. Troppi sono stati i gol sbagliati dai Lupi, soprattutto negli ultimi sedici metri. Per fortuna dei Lupi e anche per demerito degli avversari, Alessandro Cutrupi, al suo esordio con la casacca silana, fa un figurone. La difesa silana non sbanda e non va in affanno, soprattutto perchè, soprattutto nel primo tempo, i “ragazzini” della Nissa non superano mai la loro trequarti. Il primo tempo, come detto, finisce 0-0 e a nulla servono i tanti calci d’angolo battuti dal Cosenza per cambiare il volto alla partita. Nello spogliatoio Gianluca Gagliardi avrà bocciato il suo Cosenza e avrà suonato la carica, svegliando i Lupi da quel torpore iniziale. La tirata d’orecchie è servita. La dimostrazione viene alla ripresa, quando sin dal fischio d’inizio, il Cosenza spinge sull’acceleratore e cerca il vantaggio. Vantaggio che trova al 7′, con un’illuminazione di Foderaro che, sigilla il suo primo centro in rossoblù. Il gol, com’era prevedibile, galvanizza i Lupi che spingono sulle fasce alla ricerca del raddoppio. E al 7′ arriva il gol della sicurezza con Mosciaro che, appena 14′ dopo, bissa, mettendo in cassaforte i tre punti. Fino alla fine è solo un monologo rossoblù, facilitato anche dalla doppia espulsione che condanna i siciliani a giocare in nove. Il Cosenza vince e muove la classifica, ma lo stesso fa il Messina che, con uno striminzito ed efficace 1-0, supera l’Acireale e resta solitario in testa. Sono sempre tre i punti che separano il Cosenza dai peloritani. Questo modo di vivere le partite condiziona i Lupi, soprattutto nel cammino. Se, e ribadisco se, il Cosenza vuole davvero vincere questo campionato deve diventare più squadra e deve anche fare qualcosa di più per elevare il tasso qualitativo e tecnico in campo. Se, in caso contrario, non è così, allora il secondo posto può andare bene, così come possono non creare problemi le amnesie difensive e gli errori sotto porta. La differenza tra Messina e Cosenza, non lo diciamo noi, lo dicono i numeri, lo certifica la classifica, la fa la squadra, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello societario. Tornando alla partita e focalizzando l’attenzione sui singoli, pare che il cambio in porta abbia portato un primo risultato positivo. Cutrupi ha dimostrato di avere stoffa. Deciso negli interventi, capace di far sentire nell’organizzare il reparto. Certo valutarlo contro i volenterosi ragazzini, pieni di passione ma non in grado di fare la differenza sul dato tecnico, diventa facile, se non facilissimo, promuoverlo con un voto alto in pagella. Aspettiamo di conoscerlo e apprezzarlo meglio, con altri avversari. Ritorna in campo, a proposito bentornato, Keba Gassama, che, prende il posto di Mosciaro e gioca un buon scampolo di partita, soprattutto, per riprendere confidenza con il campo. Gagliardi, da buon perfezionista, nell’immediato dopo partita ammette i limiti caratteriali della squadra, ma lo stesso non dimentica di elogiare il comportamento dei suoi ragazzi. Ora bisogna dimenticare in fretta questa vittoria, lavorare in settimana per bene e poi lanciare da qui alla fine del torneo la “caccia” al Messina.

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