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Sel: Eva “molla” Nichi

COSENZA – Eva sbatte la porta. Quello che sembrava un rapporto granitico, inossidabile, destinato a durare nel tempo, s’è dimostrato fragile.
Stiamo parlando del rapporto politico tra Eva Catizone e il presidente del Sel, Nichi Vendola. La Catizone, assolutamente a sorpresa, ha deciso di autosospendersi come componente della presidenza nazionale del partito. La decisione, non si sa se irrevocabile o meno è stata spiegata dalla Catizone in una lettera che la stessa ha indirizzano a Nichi Vendola, nonchè a Fabio Mussi Presidente Presidenza nazionale SEL e a Maria Luisa Boccia, Presidente Assemblea nazionale SEL.
Caro Nichi, – inizia così il testo – questa mia è per manifestarti tutto il mio dissenso, unitamente alla mia delusione, per la deriva che sta assumendo SEL.Come ricorderai, venerdì 4 gennaio, siamo stati chiamati, in Presidenza nazionale, ad approvare la proposta del Coordinamento per le cosiddette teste di lista che guideranno le prossime elezioni politiche per Camera e Senato. Come sai, stante anche i risultati ottenuti alle Primarie, ci è stato chiesto un atto di fiducia e responsabilità verso una proposta fortemente voluta dal Coordinamento nazionale. Ora apprendo che, a seguito delle proteste di alcuni territori, che non discuto stante la giustezza di ognuno a voler rivendicare orgoglio d’appartenenza in fatto di rappresentanza politica, non si capisce quale organismo ha modificato quel deliberato che è stato votato a maggioranza. E’ una questione di metodo, di rispetto e di dignità delle istituzioni politiche che oggi io pongo, un problema che è di forma ma anche di sostanza. Forse sarebbe stato meglio riconvocare la Presidenza, o quanto meno avere la cura di comunicare ai componenti le variazioni. Ma la politica – prosegue la Catizone nella sua missiva – ai tempi di Facebook ha fatto sì che molti di noi venissero a conoscenza di quelle modifiche da qualche post apparso sui socials network websites. Pertanto, poiché sono cresciuta nel rispetto delle istituzioni politiche che sono stata chiamata a rappresentare, che oggi (me ne scuserai) mi appaiono se non farlocche, del tutto finte perché svuotate di contenuto, e poiché non condivido la piega verticista e per certi versi da Kasta che stiamo assumendo, mi autosospendo dalla Presidenza e dall’Assemblea nazionale di SEL. E’ un mio atto, prima ancora che libertario, di dignità. Alla democrazia finta e alle decisioni prese da pochi, nel chiuso d’una ristretta cerchia di happy few, ho sempre preferito la condivisione, quella vera e non di maniera.


















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