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Riaperto lo studio dentistico degli odontotecnici “furbi”

COSENZA – Accesso negato agli odontotecnici. Lo scorso 24 novembre, raccontammo di un blitz dei Nas in uno studio
dentistico di corso Mazzini, dove due odontotecnici erano stati scoperti, mentre esercitavano abusivamente la professione dentistica. Ieri il pm titolare dell’inchiesta, Donatella Donato, ha disposto il dissequestro dello studio, soprattutto per permettere al dentista, quello vero, di continuare ad esercitare la sua professione. Il giorno del blitz, come detto il 24 novembre scorso, i due odontotecnici vennero trovati con le mani nella bocca … degli altri. L’attività investigativa dei Nas, quel giorno, finì con una denuncia per esercizio abusivo della professione, da parte dei due. Quel giorno i carabinieri del Nucleo antisofisticazione effettuarono “l’improvvisata” nello studio di corso Mazzini, incuriositi da quel continuo via vai di gente da un palazzo di corso Mazzini. I militari dell’Arma, coordinati dal luogotenente Vitaliano Ruga, prima di procedere all’irruzione, effettuarono minuziose indagini investigative, disposte dal titolare dell’inchiesta. I carabinieri, dopo aver osservato a distanza lo studio ed aver visto che la solita clientela era in fila, entrarono nel palazzo di corso Mazzini per procedere al controllo. Sia l’ingresso del portone che il pianerottolo dello studio, erano controllati da una telecamera che permise alla segretaria, anche lei finita nei guai, di avvisare i due odontotecnici della sgradita visita. E non per un mal di denti. Addirittura, ai carabinieri dei Nas, i clienti, all’oscuro delle carte non in regola dei due finti dentisti, raccontarono che la segretaria, notando la loro presenza, s’era tolta le scarpe per non fare rumore, invitando i clienti a fare silenzio. Il gioco del silenzio e il nascondino convinse i detective che qualcosa davvero non andava. Una volta dentro, gli inquirenti videro che la sala d’attesa era piena e che due due falsi dentisti e della solerte segretaria e complice non c’era traccia. Lo studio venne posto, insieme a tutti i macchinari, sotto sequestro.



















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