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Curano 150mila cosentini l’anno, ma da domani chiuderanno battenti. Medici in protesta

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Curano 150mila cosentini l’anno, ma da domani chiuderanno battenti. Medici in protesta

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asp cosenza

I Nuclei di Cure Primarie cosentini sono stati considerati un modello da seguire anche dalla Regione Veneto, ma non importa.

 

COSENZA – Da domani i sei nuclei di cure primarie del cosentino dovrebbero cessare di esistere. Niente più visite per i 150mila pazienti l’anno presi in carico dai presidi di via Popilia, via Panebianco, Quattromiglia, Taverna di Montalto, Paola e Corigliano Calabro. Il progetto attivo da tre anni è finanziato, ma cesserà di esistere alla mezzanotte di oggi. A sancire la chiusura dei presidi il commissario alla sanità della Regione Calabria Massimo Scura. Il servizio sarà trasformato in nuove unità da dislocare sul territorio attive ventiquattro ore, invece delle dodici attuali (dalle 8 alle 20), sette giorni su sette. Unità che però al momento non esistono. L’Asp di Catanzaro in attesa che le strutture vengano istituite ha prorogato di tre mesi la chiusura dei nuclei, mentre il commissario dell’Asp di Cosenza Gianfranco Filippelli non ha inteso procrastinare i termini. Per questo motivo circa settanta persone, tra medici ed infermieri, hanno manifestato stamane davanti la sede dell’Asp di via Alimena chiedendo cosa sarà del proprio futuro.

 

“Grazie al nostro lavoro – spiega Guglielmelli segretario regionale del Sindacato Medici Italiani – abbiamo ridotto gli accessi al Pronto Soccorso dell’Annunziata di ben 30mila unità l’anno ed abbiamo fornito assistenza gratuita dalla spirometria alle visite ai malati cronici di ipertensione, diabete, sindrome metabolica e broncopatie ostruttive. Il tutto con dei risultati eccelsi, tali da vedere il Veneto interessato ad imitare il nostro modello. Siamo 140 medici ed oltre cinquanta dipendenti tra amministrativi ed infermieri che dopo tre anni di lavoro rischiano di restare senza un’occupazione. Il tutto senza ricevere alcuna comunicazione dall’Asp di Cosenza in merito alla scelta di non prorogare i termini”. La protesta di stamane si è poi conclusa con l’incontro di Filippelli con la delegazione dei medici dei nuclei di cure primarie ai quali pare abbia promesso, come già fatto nei mesi scorsi, che firmerà la proroga. Se ciò non avverrà entro la mezzanotte i medici hanno già annunciato che ricorreranno ad azioni di protesta più incisive.

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