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Pizzarotti offre lavoro: a gratis. Ovviamente

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Pizzarotti offre lavoro: a gratis. Ovviamente

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COSENZA – E il sindaco di Parma, scivola sull’ovviamente. La rete, quello stesso strumento utilizzato da Beppe Grillo e dal suo

Movimento 5 Stelle, sta costando caro alla popolarità dello stesso movimento, nonchè del suo fondatore. Sui social network sta crescendo, di minuto in minuto, una forma di contestazione virtuale e non al primo cittadino ducale, Federico Pizzarotti che, sempre sui social, ovviamente, ha lanciato un’offerta di lavoro, per il Comune che amministra. Cerca uno sviluppatore informatico (o meglio ancora, un gruppo di sviluppatori) per “collaborare, sviluppare alcune idee che vorremmo portare avanti”. “Progetti semplici, poche pagine, ma efficaci”. Anche da casa. E poi, alla fine, l’amara pillola, indorata con uno smile: “Ovviamente in modo gratuito. :)”. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e portavoce del Movimento Cinque Stelle del centro emiliano, sulla sua pagina Facebook propone un lavoro gratuito e la cosa non può non suscitare perplessità. Ora è vero che la crisi finanziaria ha impoverito gli Enti locali, è vero che le casse dei Comuni con la politica dei tagli sono asfittiche, ma è anche vero che – come si legge in una segnalazione di Luca Alagna – quel che ha poi stupito ancora di più, è stato l’avverbio “ovviamente”. “Ovviamente in modo gratuito”. È così ovvio, caro sindaco Pizzarotti, che uno sviluppatore informatico (così come un giornalista, un editor e chi più ne ha, ne metta) non debba essere pagato, pur di seguirla in un progetto? Lei è sindaco d’una città di quasi 200mila abitanti, non il presidente del gruppo di amici del punto a croce, non può pensare di passarla liscia se offre – senza nemmeno spiegare di cosa si tratti – lavoro gratis. Vuole forse fare come il suo omologo Luigi De Magistris, che a Napoli tiene il fratello Claudio in un ruolo apicale di consulenza sostenendo che è vantaggioso perché gratuito? Nelle Pubbliche Amministrazioni ci sono regole e non dovrebbero esistere sindaci che magnificano il lavoro gratuito o lo sostengono come un vantaggio. I Comuni paghino e impongano contratti rigorosi ai loro collaboratori. Ma quando si capirà che è questa la via europea al rispetto e all’etica del lavoro, non approfittare del più debole (o del più forte)?

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