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‘Non ci sono soldi’, Anas e Renzi rinunciano alla messa in sicurezza della statale 106

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‘Non ci sono soldi’, Anas e Renzi rinunciano alla messa in sicurezza della statale 106

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Per l’ammodernamento della ‘statale della morte’ sarebbero già disponibili 960 milioni di euro, ma per Anas non sono sufficienti.

 

CATANZARO – Il terzo megalotto della strada statale 106 non si farà. A denunciarlo è l’associazione Basta Vittime sulla strada statale 106. “E’ ormai chiaramente delineato – si legge in una nota dell’associazione – il quadro drammatico con il quale il presidente dell’Anas Spa, nominato da Renzi in persona, ha deciso ed attuato con intelligenza e cinismo la fine del progetto del 3° megalotto della SS 106 nell’Alto Jonio”. La decisione sarebbe stata motivata col fatto che “essendo disponibili sull’opera solo 960 milioni di euro dei 1.460 necessari si dovrà realizzare un nuovo progetto che sia in linea con le risorse attuali. Ovviamente – scrive l’associazione – questa è pura fantascienza. E’ evidente che una riprogettazione costerebbe almeno 6 anni, la riapertura della conferenza dei servizi e, soprattutto, sancirebbe la definitiva soppressione di un’opera i cui fondi attualmente disponibili (960 milioni), non solo sono gia’ pronti da tempo, ma da tempo sono pronti a finire in parte in altre opere del Nord Italia ed in parte nelle tasche del contrante generale Astaldi-Impregilo che senza fare nulla incasserebbe per la legge obiettivo la grassa penale di un bando vinto e mai realizzato”.

 

A tal proposito l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ricorda “che nel 2013 proprio il contraente Generale Astaldi-Impregilo presentò ad Anas Spa un progetto per la nuova S.S.106 nell’alto jonio di 1.060 milioni di euro. Solo 100 milioni di euro – si sottolinea – piu’ costosa dei fondi attualmente disponibili”. Sempre secondo l’associazione, se il governo “avesse davvero una volonta’ politica chiara nel voler ammodernare il 3° Megalotto della SS 106 avrebbe inserito nella legge di stabilità presentata a suon di trombe neanche 15 giorni fa inserito i 500 milioni che mancano per l’opera. Oppure avrebbe piu’ semplicemente imposto ad Anas Spa di realizzare il primo progetto presentato da 1.060 milioni di euro. O piu’ semplicemente avrebbe imposto ad Anas Spa il rispetto delle regole e, quindi, l’avvio immediato dei cantieri per un’opera che ha già il finanziamento del primo stralcio e che è stata approvata da tutti gli Enti coinvolti nell’ambito di una Conferenza dei Servizi conclusa il 28 luglio del 2014 e, soprattutto, di un iter procedurale definitivamente concluso addirittura con il parere favorevole (e non vincolante), del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.

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