Area Urbana
Droni e georadar a Cosenza alla ricerca del tesoro Alarico

Le indagini geofisiche sono iniziate questa mattina.
COSENZA – Sono iniziate questa mattina, a Cosenza, le ricerche del mitico tesoro di Alarico, il re dei Goti che una leggenda vuole sia stato sepolto alla confluenza dei fiumi Crati e Busento. Il tesoro sarebbe composto da 25 tonnellate d’oro e 150 d’argento, ricchezze che il re dei Goti avrebbe portato con se’ dopo il sacco di Roma. Per le ricerche si stanno utilizzando droni e georadar, che tracciano una mappa del sottosuolo. “Abbiamo rilevato qualcosa in due aree diverse e nei prossimi giorni faremo delle prospezioni geofisiche di dettaglio – dice il geologo Amerigo Rota, che sta guidando la missione – Le ricerche ci diranno se i marcatori da telerilevamento che abbiamo trovato siano riferibili a strutture archeologiche sepolte – dice ancora Rota – e se dovessero essere compatibili con una camera sepolcrale, previa autorizzazione del ministero, potremmo fare sondaggi nel sottosuolo”. Sul posto il sindaco della città , Mario Occhiuto, e molti tecnici, oltre a decine di curiosi e giornalisti. La ricerca è partita da dati e informazioni di carattere storico associabili ad ambiti geografici localizzabili.

Si è poi proceduto ad attività di telerilevamento (remote sensing) su immagini tele-rilevate multi spettrali (visibile, infrarosso, radar, lidar) ad alta risoluzione geometrica. Oggi, invece, alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, alla presenza della stampa, si è passati alle prospezioni geo-tomografiche elettriche e ai rilievi fotografici con l’utilizzo dei droni. Da queste indagini verranno acquisiti dati (conducibilità elettrica dei mezzi) che, successivamente elaborati con apposito software, consentiranno di ricostruire la struttura geologica del sottosuolo (sino a circa 10mt di profondità dal piano della indagine) con le eventuali strutture antropiche sepolte e inglobate in essa che saranno visibili come anomalie con relativa geometria. L’anomalia eventualmente riscontrata si confronterà con la geometria attesa della camera sepolcrale di Alarico. I rilievi, infatti, non si concentreranno solo nella città di Cosenza, ma anche in alcuni comuni vicini, quali Mendicino e Carolei, seguendo le tracce dei fatti storici documentati.

Questa mattina, ad essere indagata, è stata l’area della confluenza dei fiumi Busento e Crati, grazie anche ai rilievi di un drone dotato di una fotocamera ad alta risoluzione geometrica per acquisire immagini, video e per rilevare la morfologia dell’area con definizione spaziale ottimale. La campagna di prospezioni geofisiche di dettaglio saranno realizzate su diverse aree. Dette prospezioni geofisiche sono in grado di rilevare, nel sottosuolo, anomalie e geometrie dei corpi sepolti, mediante l’invio di microonde con il geo-radar e di corrente elettrica con il geo-resistivimentro; nonché per mezzo della misura dell’intensità del campo magnetico locale con l’utilizzo del geo-magnetometro. Nella fase successiva saranno quindi considerate solo quelle prospezioni (verificabili sulle sezioni geofisiche 2D) che hanno rilevato anomalie significative compatibili con la geometria presunta della camera sepolcrale di Alarico (la camera sepolcrale può raggiungere verosimilmente 5÷7 mt. di profondità ) . Ad occuparsi della Geoarcheologia nella ricerca sono i dottori geologi Amerigo Giuseppe Rota, Renato Acri e Maurizio Bruno. Le attività di ricerche sulla sepoltura di Alarico continuano e, insieme ad esse, la speranza è di portare la Città di Cosenza al centro dell’interesse storico-archeologico internazionale.























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