Area Urbana
Dei 183 dipendenti comunali a Rende 100 sono part – time, aumento ore solo per 22

Hanno stipendi da poche centinaia di euro e rischiano una pensione uguale alla ‘sociale’, come se non avessero mai lavorato.
RENDE – Da anni lavorano per il Comune di Rende, sempre part – time. Orari ridotti per salari che consentiranno di avere pensioni che non andranno al di sopra dei 500 euro. Come una pensione sociale, come se non avessero mai lavorato. ”Eppure ne abbiamo fatto di gavetta – afferma una delle dipendenti a tempo parziale – nel 2001 quando sono stata assunta guadagnavo più o meno duecentomila lire al mese. Ora, dopo quasi quindici anni, mi hanno aumentato il monte orario settimanale e il mio salario è di 450 euro. Dicono che vogliono assumere, ma a me sembra un pò come una parabola al contrario, i primi saranno gli ultimi”. Solo per ventidue persone nel 2015 è previsto l’aumento di ore e quindi di salario. Gli altri dovranno aspettare sino al 2018 (26 nel 2016, 24 nel 2017, 19 nel 2018), alcuni, quelli appartenenti alla categoria A, invece non sono stati neanche considerati nel piano di incremento dell’organico. In verità sulla base della legge n. 190/2014 (art,1 comma 424 e 425), la cosiddetta Legge di Stabilità 2015, a partire da Gennaio 2016 non sarà più possibile incrementare le ore del personale in forze negli enti comunali. I primi ventidue ‘fortunati’ secondo quanto deliberato dalla Giunta Manna godranno dell’aumento di ore infatti a partire dal 20 Dicembre.
‘Prima i raccomandati’ ha urlato un dipendente comunale ieri nel corso del consiglio in cui l’assessore Crusco ha illustrato quanto contenuto nella delibera votata il 16 Agosto scorso. La presidente Annamaria Artese ha subito ammonito il lavoratore minacciando di farlo allontanare dall’aula mentre Crusco ha continuato ad illustrare il programma stilato dalla Giunta Manna per incrementare le ore dei dipendenti comunali part time. L’assessore ha affermato di aver raggiunto un accordo con i sindacati che in realtà sono solo stati informati dei fatti dopo la delibera. In più, come si legge nel verbale dell’incontro tra Comune, RSU e sindacati quest’ultimi hanno espresso la propria contrarietà al piano stilato dalla Giunta. Anche perchè i soldi per aumentare le ore settimanali a tutti i cento lavoratori a tempo parziale (su un organico totale di 181 unità) ci sono. A dimostrarlo sono stati i consiglieri di minoranza che hanno presentato una Dichiarazione di indirizzo in cui vengono indicati i fondi da cui attingere per coprire le spese per il pagamento delle ore lavorative aggiuntive. Ore che si traducono inevitabilmente in maggiore qualità dei servizi offerti ai cittadini e riduzione dei tempi di risposta all’utenza. Ore per le quali il Comune comunque paga ogni anno, in emergenza, 82mila euro di straordinari su una spesa totale di sei milioni e 400mila euro su 6 milioni e 700mila euro che sarebbe consentito spendere. Con la differenza tra le due cifre, secondo i calcoli elaborati dalla minoranza, sarebbe possibile aumentare gli stipendi e le ore a tutti i dipendenti part time. E’ solo una scelta politica. Scelta su cui il consigliere De Rose ha espresso forte scetticismo in quanto avrebbe appurato che sul documento trasmesso al Ministero competente siano state inserite solo le 22 assunzioni del 2015 e non quelle degli anni successivi.




















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