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Un calcio all’ideologia. Colpa del Porcellum o della poltrona?

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Un calcio all’ideologia. Colpa del Porcellum o della poltrona?

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COSENZA, 13 Febbraio 2013 – I sei ‘fedelissimi’ di Oliverio voteranno PD. I loro partiti di appartenenza, invece, sostengono il movimento Rivoluzione Civile di Ingroia.

“Non c’è nulla di strano – afferma il consigliere MarioGiordano dei Verdi – siamo stati eletti con il centrosinistra e voteremo per il centrosinistra. Il programma di Ingroia sinceramente non l’ho neanche letto”. “Non lo facciamo perché vogliamo salvaguardare il nostro posto, – afferma il consigliere Caligiuri dell’IDV – Oliverio non ha influito affatto in questa scelta. Noi siamo uomini liberi. Siamo e rimarremo all’interno dei partiti se poi ci ‘cacciano’ ne discutiamo”. Alla base della scelta di abbandonare l’ideologia per migrare al ‘voto utile’ ci sarebbe un mero calcolo non politico, ma statistico. “Con il Porcellum (la legge elettorale voluta da Silvio Berlusconi ndr) che prevede il premio di maggioranza rischiamo di restare fuori dal parlamento come successo con l’esperimento della Sinistra Arcobaleno” spiega Biagio Diana di Rifondazione Comunista. “Non abbiamo tradito nessuno, – tuona Simarco anch’egli attualmente tra le fila di Rifondazione – in coerenza con il mandato avuto dagli elettori non stiamo nella lista Ingroia. Nessuno ha interferito, neanche Oliverio”. Durante l’incontro con la stampa di stamane al Palazzo del Governo i sei consiglieri hanno ribadito, a più mandate, di aver attuato una scelta ‘per il bene della Calabria, per il bene del territorio’.

 

Eppure da un’analisi attenta di ciò che il PD ha fatto proprio sul territorio appaiono forti elementi di contraddizione. Se da un lato vi sono Verdi, Rifondazione ed  Italia dei Valori identificati da sempre come paladini di ambiente e giustizia, dall’altro vediamo un PD che a Rende, come in altre città d’Italia, ventila la costruzione di un inceneritore per lo smaltimento rifiuti e conta un numero crescente, soprattutto in Calabria, di indagati per continuità con gli ambienti della criminalità organizzata. L’ultimo arresto ieri: il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino. “Sono stati allontanati, che io sappia – afferma Caligiuri – è un discorso politico, noi siamo per la legalità”. “Non ci interessano ora questi discorsi” chiosa frettolosamente il ‘verde’ Giordano. E il lavoro? Con il PD che ha approvato la legge Fornero e una Calabria che sprofonda sotto la disoccupazione? A far chiarezza è Biagio Diana: “Ci fidiamo di Bersani. Il lavoro può essere comunque incentivato, la riforma della Fornero non è il male assoluto”.

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