Area Urbana
Per il Gip di Castrovillari ‘Bergamini si è suicidato’. La sorella Donata: “Provo rabbia e vergogna nei confronti di mio fratello”

Il giudice per le indagini preliminari di Castrovillari, Annamaria Grimaldi, ha archiviato l’inchiesta sulla morte del calciatore Donato Denis Bergamini, deceduto il 18 novembre 1989 lungo la statale 106, all’altezza di Roseto Capo Spulico.
CASTROVILLARI (CS) – Nell’inchiesta erano indagati l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, accusata di concorso in omicidio ed il camionista, Raffaele Pisano, per favoreggiamento e false dichiarazioni. Per il gip Bergamini dunque, si è tolto la vita: caso archiviato e anche per quanto riguarda i due indagati, il 22 dicembre scorso, la Procura di Castrovillari ha chiesto l’archiviazione. Contro la richiesta della Procura si è opposta la famiglia del calciatore deceduto. Nel febbraio scorso si era svolta l’udienza per discutere dell’opposizione alla richiesta della Procura di Castrovillari. A distanza di nove mesi il giudice ha deciso di archiviare l’inchiesta sostenendo che “dall’attento esame del copioso materiale investigativo in atti e dalla disamina dei vari accertamenti eseguiti, è emersa, a parere del giudice, l’infondatezza della notizia di reato, da intendersi come assoluta mancanza di elementi di prova efficacemente rappresentativi della sussistenza del delitto”. Ma la famiglia del calciatore morto non si arrende tanto che è stato fissato per il 21 dicembre un incontro con il nuovo procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla che si era detto, nei giorni scorsi, disponibile a riaprire l’inchiesta nel caso in cui venissero ravvisati elementi di novità.

Sulla sua pagina facebook, la sorella di Bergamini, Donata, che da quel giorno insiste e lotta per l’affermazione di una verità negata, nascosta non riesce a credere alle motivazioni che hanno portato alla decisione del gip Grimaldi di archiviare il caso. “Confermato che era supino, l’asfalto è bagnato, ma mentre il corpo di mio fratello si gira tutto si asciuga… capelli, gilet, scarpe, calze, maglione, ma siccome l’asfalto è bagnato non ha neppure un escoriazione… Mai mi sarei aspettata di leggere tali considerazioni”. “La piazzola dista 60 metri, il trascinamento è molto, molto inferiore a 60 metri… Il corpo non era dove è stato trovato e allora sono le fotografie che mentono – prosegue Donata – Mio fratello non era in piazzola. Ci sono voluti nove mesi per stravolgere la verità scientifica sulla morte di Denis. Trenta imbarazzanti pagine dove si liquidano come “sperimentali e non riconosciuti dalla comunità scientifica” i procedimenti proposti dal mio Avvocato per accertare il momento esatto della morte di mio fratello. Vorrei sapere su che basi il gip di Castrovillari si permette di fare una valutazione di tal fatta. Denis è stato coricato già morto od in limine vita sull’asfalto dove è stato trovato il suo cadavere. Provo rabbia e provo vergogna nei confronti di mio fratello”.




















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