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Cosenza, continuano gli abbandoni

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Cosenza, continuano gli abbandoni

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COSENZA – Terremoto al “San Vito”. Dal giorno dell’uscita di scena, dai ranghi del sodalizio silano, di Stefano Fiore e dei suo collaboratori

dell’area tecnica, l’ambiente rossoblù è scosso da intense scosse sismiche, che mettono a rischio la tenuta, soprattutto psicologica, della squadra. Puntare tutte le colpe di questa situazione su Stefano Fiore e sulla scelta di abbandonare la navicella silana, non è certo il miglior modo per riportare serenità nell’ambiente. L’ex diesse se è arrivato, dopo aver covato la decisione per chissà quianto tempo, a fare questa sua scelta ha avuto i suoi buoni motivi, quegli stessi, racchiusi sinteticamente in quella conferenza stampa per annunciare il suo divorzio dal sodalizio silano. Da quel giorno di cose ne sono successe tante, così come di parole, ne sono state fatte anche troppe. L’addio di Stefano Fiore ha aperto, ufficialmente la strada dei ritiri che, in pochi giorni, se non addirittura in questioni di ore, si sono succeduti alla velocità della luce: da Aristide Leonetti a Pierpaolo Perri, da Patrizia De Napoli a Francesco Candeliere, passando, proprio ieri, per tutti i vari responsabili dello staff tecnico delle formazioni Juniores ed Allievi, ritrovatesi senza tecnici, senza staff medico e senza preparatori. Proprio l’uscita di scena di massa dello staff tecnico delle formazioni giovanili, ha impedito agli stessi campioni in erba di allenarsi. Non va meglio la situazione in prima squadra, dove l’arrivo della new entry, Kevin Marulla, figlio del grande Gigi, autentica istituzione calcistica cittadina, è stata accolta con più di una smorfia di delusione. Non per il profilo del ragazzo che, dal padre ha ereditato la passione smodata per il calcio e i colori rossoblù, ma semmai per l’affronto che il patron Eugenio Guarascio e l’amministratore delegato Domenico Quaglio, hanno fatto alla squadra, facendogli trovare un “regalo” impacchettato, anche se non gradito. A Kevin Marulla sono stati dati pieni poteri, da team manager. Ma alla squadra questo non interessa, men che meno alla tifoseria, o almeno allo zoccolo duro degli aficionados silani, che vogliono parlare con Guarascio, senza se e senza ma. Il patron tentenna, ritarda, prende tempo, rinviando ogni incontro, sia con la tifoseria che con i giornalisti. In più di un’occasione, lo stesso Guarascio ha precisato di non voler parlare, per non deconcentrare la squadra dall’importante incontro casalingo contro il Città di Messina. Parisi e soci, aspettano sviluppi, anche se, hanno mandato un preciso avviso al patron silano: “noi vogliamo andare avanti con Fiore e con chi ha costruito la squadra, figure intermedie, traghettatori di passaggio non ne vogliamo”. La squadra, ormai sono giorni che non mette piede sul campo e si allena in palestra, per via di quella decisione, forte, irrevocabile, dura della tifoseria di non voler fare allenare la truppa silana. Si lavora e si suda in palestra, in attesa di spiragli. Così come la squadra e la tifoseria hanno fatto da scudo a Gianluca Gagliardi che, finito anche lui nel tritacarne della società e spazientito dalla mancanza di risposte concrete, aveva intenzione di mollare, anche lui. Se questo non è successo è perchè, nel chiuso dello spogliatoio, la squadra gli ha chiesto di non mollare, restando al suo posto. Ma fino a quando? Un eventuale passo falso contro il Città di Messina, farebbe “tremare” la panchina del condottiero silano. Da giorni in città girano voci sul suo probabile sostituto, Gigi De Rosa. Anche in questo caso si tratta di voci. Così come sono insistenti le voci che vogliono al capezzale della Juoniores e degli Allievi Carmelo Micieli, Riccardo Petrucci o Ugo Napolitano, per prendere il posto di Brunello Trocini e dello staff tecnico delle formazioni giovanili. Il clima di pensantezza e di incertezza che si respira nell’aria è costato alla Juonires la prima sconfitta, un secco 2-0 rimediato in quel di Vibo. Una sconfitta che potrebbe avere conseguenze sul campionato, condotto dai Lupacchiotti da capolista. E ora? Ora a tre giorni di distanza dalla sfida con i peloritani, le nubi sovrastano Cosenza. E siamo appena all’inizio della giornata.

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