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Calabria Verde secondo il responsabile della Protezione Civile Tansi: “operai funzionali e non utilizzati per pulire il giardino di qualche politico” (AUDIO INTERVISTA)

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Calabria Verde secondo il responsabile della Protezione Civile Tansi: “operai funzionali e non utilizzati per pulire il giardino di qualche politico” (AUDIO INTERVISTA)

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1446233869540 giunta regionale il geologo tansi nominato responsabile della protezione civile calabrese

Carte e burocrazia mettono a rischio fondi per 33 milioni di euro per l’acquisto di mezzi antincendio da destinare a Calabria Verde, ente in house della Regione che si occupa della Forestazione in Calabria.

CATANZARO – L’ingente contributo comunitario da destinare alla Protezione civile calabrese potrebbe andre perduto, in quanto la normativa prevede che la somma (Por Fesr 2007/2013) venga utilizzata entro il 31 dicembre prossimo. Perciò per ora il quadro è che una gara da 33,6 milioni è annullata ed un’altra, in cantiere, è cancellata. Calabria Verde era al lavoro per dotarsi di mezzi meccanici e per la messa in sicurezza del territorio e pronto intervento solo che a causa di uno scontro tra Regione e Calabria Verde, i milioni di euro vanno in fumo. Mezzi di cui ci sarebbe l’assoluta necessità secondo Carlo Tansi, responsabile della protezione civile regionale, che ai microfoni di Rlb Radioattiva, questa mattina, ha espresso il suo parere su come dovrebbe lavorare Calabria Verde e pertanto i suoi operai, forestali e sorveglianti idraulici, la vera forza lavoro che poco ha a che fare con lo scontro burocratico e politico.

ASCOLTA L’INTERVISTA
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Secondo Tansi sono due i problemi di fondo: “Gli operai forestali non sono dotati di mezzi meccanici e possono lavorare solo con la forza delle braccia, pale e picconi. La Calabria ha bisogno degli operai forestali, che però devono essere organizzati. Abbiamo fiumi e fiumare cariche di detriti che colmano gli alvei, e gli argini dei fiumi vengono coperti dai detriti. Questi operai non possono intervenire con la sola buona volontà, devono essere dotati di mezzi meccanici, ruspe, macchine di movimento terra. Ne servirebbero centinaia per realizzare la pulizia degli alvei sia in emergenza (vedi Rossano, Corigliano e Locride) che in condizioni di cosiddetta ‘pace’ ovvero in estate, per fare prevenzione”.
Per quanto riguarda invece, i sorveglianti idraulici, spiega ancora il geologo Tansi: “Hanno un contratto assurdo: in caso di avverse condizioni meteo devono stare a casa in cassa integrazione. Purtroppo chi ha fatto questi contratti è uno dei soliti ‘geni’ e in Calabria ce ne sono tanti; si tratta di scardinare questi sistemi affinchè si possa efficacemente intervenire. Gli operai forestali, è inutile nasconderlo hanno rappresentato l’emblema negativo della nostra regione per molto tempo – sottolinea il responsabile della protezione civile regionale – e non per colpa loro. Queste persone però, devono essere funzionali a qualcosa, ad un sistema, ad un ingranaggio che deve funzionare. E non si può pensare di assumere, ad esempio giovani, che poi vanno a pulire i ‘giardini degli amministratori’, o le strade nei pressi dell’abitazione di qualche politico. Il ricambio deve esserci ma va inquadrato in una programmazione generale”.

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