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Il Cosenza “affonda” il Messina e vince sulle polemiche

COSENZA – Più forte di tutto e di tutti. Il Cosenza, dopo aver passato un periodo d’inferno, tra abbandoni di massa, polemiche accese,
attacchi frontali e allenamenti a singhiozzo, mette a tacere tutte le voci regalando ai tifosi e regalandosi una domenica da incorniciare. Il 5-2 con cui la formazione di Gagliardi ha affondato la spavalderia tattica dell’ex Tiscione e soci, serve ai rossoblù per lanciare un messaggio al campionato e all’ambiente: i Lupi sono ancora affamati. Di punti e di vittorie. La gara contro il Città di Messina, qualora ce ne fosse stato bisogno, è stata la conferma che il Cosenza è composto da lottatori, sia quelli che vanno in campo, sia quelli che s’accodano in panchina, sia quelli che, per scelta tecnica o per esigenze tattiche, vengono spediti in panchina. Non solo la partita contro il Città di Messina, presentata all’ainizio come una classica gara da tripla, ha restituito alla città uno straordinario Manolo Mosciaro, autore di quattro reti, di cui una su rigore. Eccetto per il penalty, calciato tra lì’altro con la freddezza da spietato cecchino, Mosciaro ha realizzato tre perle balistiche che sono da considerare da antologia del calcio. Con il poker odierno, Mosciaro mantiene sempre più saldamente la leadership di capocannoniere del campionato, porta il suo score personale a quota 3mila e viene battezzato come il “nuovo” Gigi Marulla. Gol a parte, Mosciaro ha messo lo zampino in tutte le azioni più pericolose dei Lupi che, solo per una questione di centimetri non hanno reso ancora più pesante il risultato. E’ rimasto all’asciutto Fioderaro che, però, in ogni azione offensiva ha tenuto in apprensione la difesa avversaria, facendo venire, più di un capogire, alla retroguardia peloritana. La partita con il Messina ha certificato anche un grande Giadalupi, anima del Lupi e faro del centrocampo silano, così come incorona sempre più leader Fiore e capitan Parisi che, quando c’è da fare a sportellate con gli avversari non lesinano impegno. Grande centrocampo, attacco super ma anche difesa attenta, diretta a meraviglia da un ottimo Cutrupi che, si dimostra uno degli acquisti più azzeccati. A fine partita i 1500 che hanno assistito alla partita hanno lanciato più di un segnale d’affetto alla squadra e al mister, facendo capire che lo zoccolo duro della Curva, così come la stragrande maggioranza del tifo organizzato e non è dalla parte di Stefano Fiore. Non sono mancati sfottò verso l’ad Domenico Quaglio, sempre più inviso alla tifoseria silana e considerato la causa principale del divorzio tra l’area tecnica e il sodalizio silano. Facce distese e sorrisi in sala stampa, dove su tutti Gianluca Gagliardi, apparso stremato non tanto per la sofferenza patita in panchina ma per lo tsunami di tenmsoni e polemice vissuto nelle ultime settimane, s’è detto soddisfatto della sua squadra ed orgoglioso di allenare questi ragazzi, prima uomini e poi calciatori. Gagliardi ha ribadito che la squadra non intende mollare la presa sul campionato e che sui deve continuare con l’area tecnica, perchè è stata l’area tecnica e soprattutto la grande bravura di Stefano Fiore, profondo conoscitore del calcio e dei suoi segreti, a far sì che il Cosenza potesse realizzare questo straordinario miracolo sportivo. La vittoria si sa è la miglior medicina. Ora si spera che il Cosenza possa guarire definitivamente con Fiore di nuovo in pista. Il Messina, riferito all’Acr, è avvisato. I Lupi non mkollano e da stasera in riva al Crati si riprende a tifare e a crederci.




















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