Università
All’Unical in scena ”Julius”, lo spettacolo che chiuderà il laboratorio teatrale di Max Mazzotta

Si conclude il laboratorio teatrale sul “Giulio Cesare” di W. Shakespeare, realizzato in collaborazione con il CAMS (Centro Arti Musica Spettacolo).
RENDE (CS) – Un laboratorio intensivo, diviso in due fasi: la prima dedicata allo studio e alle interpretazioni del testo, la seconda finalizzata alla messa in scena. Un percorso durato circa quattro mesi, intenso e totalizzante per chi ha partecipato: attori ed aspiranti tali, ragazzi, donne e uomini dalla sensibilitá spiccata e dal cuore grande che hanno imparato a conoscere le dinamiche, gli amori, gli orrori, la bellezza, la forza e i misteri che ci sono dietro la costruzione di uno spettacolo teatrale partendo da un testo shakesperiano. L’atmosfera creata da Shakespeare nel suo “Giulio Cesare” è stata la chiave d’accesso per la nostra ricerca, la porta che ci ha permesso di entrare nelle vite dei protagonisti e contemporaneamente di riuscire a mantenere la giusta distanza tra il mito descritto da Shakespeare e la nostra esperienza. Un’atmosfera, quella dell’opera, che ha mostrato da subito due strati molto delineati e marcati nei loro magici opposti: uno testuale con dialoghi magnifici e sublimi, l’altro spaziale, fatto di luoghi, che se anche evocati nel testo, si evolvono, si stratificano con una forza ed un peso differenti rispetto a quelli proiettati dalle parole.
Di conseguenza anche i personaggi subiscono l’alternarsi dei due strati, prede contemporaneamente di stati emotivi e luoghi mentali, metafisici, surreali. Ed è proprio nel metafisico che ci siamo inoltrati, esplorando i “vuoti” lasciati da Shakespeare tra le pieghe del suo linguaggio sempre ricco di significati nascosti e immagini potentissime che hanno accompagnato e ossessionato i partecipanti. Gli attori si sono misurati con l’eterna esigenza di dover trovare un giusto equilibrio tra la potenza tragica del testo shakespeariano e le immagini da esso evocate. Cesare muore con 24 coltellate, tradito dai suoi stessi amici, romani, senatori; muore nel Teatro di Pompeo, ironia della sorte, come in una gran messa in scena. Cesare sa, conosce la verità, gliela rivelano l’indovino, il sogno di Calpurnia e l’oracolo delle sacerdotesse nel Tempio. Il protagonista va a morire come un agnello sacrificale, il suo è un atto dovuto e necessario per diventare mito e dare a Roma una nuova stirpe di imperatori. Cesare muore per rinascere dalle sue stesse ceneri. ”Anche noi di LiberoTeatro – Max Mazzotta – di tanto in tanto moriamo e rinasciamo dalle ceneri per “tendere” ad incarnare la nostra idea di teatro, il nostro mito”. Lo spettacolo andrà in scena mercoledì 16 dicembre e in replica giovedì 17 dicembre, alle 21,00, al Piccolo Teatro Unical.
Con:
– Dafne Abbruzzino
– Rossella Agosto
– Marco Aiello
– Angela Candreva
– Antonella Carchidi
– Francesco Carchidi
– Diletta Ceravolo
– Monica de Luca
– Stefania Mangia
– Pierfrancesco Minervini
– Francesco Molezzi
– Ilaria Nocito
– Francesca Pecora
– Stefania Procopio
– Cristina Rizzuti
– Francesco Rizzo
Tutor/Assistenti Regia/Consolle Luci/Audio: Iris Balzano, Graziella Spadafora, Francesco Aiello, Daniela Valenti (Stagista).
Responsabile Tecnico/Elementi di Scena: Gennaro Dolce.


















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