Calabria
Misure di vigilanza per la giornalista calabrese ‘scomoda’ per Scopelliti e le ‘ndrine

Il provvedimento è stato emesso dalla Questura di Reggio Calabria dopo le minacce inviatele via mail da un ex pentito.
REGGIO CALABRIA – Misure di vigilanza a tutela della sicurezza della giornalista Alessia Candito e della sua famiglia. Una decisione maturata a seguito di una serie di minacce ricevute dalla cronista via mail in merito ad alcuni articoli pubblicati sul quotidiano Corriere della Calabria. La Questura di Reggio Calabria ha ritenuto opportuno adottare tale provvedimento per garantire l’incolumità della reporter reggina dopo aver posto sotto sequestro le missive intimidatorie recapitate attraverso il servizio di posta elettronica da un ex pentito attualmente irreperibile. Sul caso che ha coinvolto la giornalista che da tempo si occupa di cronaca giudiziaria è stata aperta un’indagine. Secondo quanto pubblicato sul Corriere della Calabria, cui direttore Paolo Pollichieni ha ricevuto a sua volta mail intimidatorie “la tutela assegnata ad Alessia Candito è legata anche a un’inchiesta dell’antimafia di Reggio Calabria sui clan di Archi e al loro tentativo di riproporre la propria supremazia criminale in città, tentativo che si è manifestato nel corso dell’estate con sgradite presenze a fare da contorno alla movida reggina”. Alessia Candito nel 2012 era stata aggredita verbalmente da Oreste Romeo all’epoca coordinatore reggino della lista ‘Scopelliti Presidente’ per aver provato a fare una domanda poco gradita al parlamentare Franco Nucara nel corso di una conferenza stampa sullo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose. Un episodio non isolato, pochi mesi prima infatti la giovane cronista era stata rimproverata dagli ‘Scopellitiani’ per aver rivolto all’ex governatore Scopelliti una domanda da egli stesso definita provocatoria nel corso di un incontro alla presenza dell’allora capogruppo del PDL in Senato Maurizio Gasparri. La redazione di QuiCosenza esprime solidarietà nei confronti della collega reggina Alessia Candito.



















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