Calabria
Assentismo negli uffici della Regione Calabria condannati dipendenti, pena sospesa

Emilio Barone, Fioravante Levato, Francesca Mainone e Francesco Ruberto erano stati coinvolti, insieme ad altri quarantasette impiegati nelle indagini condotte dalla Guardia di Finanza.
CATANZARO – Timbra il cartellino e scappa. L’escamotage per non lavorare e continuare a ricevere lo stipendio pagato con i tributi dei cittadini non ha funzionato. Emilio Barone, Fioravante Levato, Francesca Maimone e Francesco Ruberto indagati insieme ad altri quarantasette dipendenti della Regione Calabria sono stati condannati ieri con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Giudicati con rito abbreviato dovranno scontare pene variabili dai dieci ai dodici mesi di detenzione. Pena sospesa per tutti gli imputati che avrebbero falsificato gli orari di lavoro. I quattro risultavano in servizio presso i Dipartimenti Attività produttive, Avvocatura, Bilancio, Cultura, Lavori Pubblici, Politiche energetiche, ma in realtà strisciavano solo il badge in viale Cassiadoro poi andavano via. A scoprire il raggiro dopo la denuncia da parte di un collega sono state le immagini captate dalle telecamere della Guardia di Finanza negli uffici della Regione a Catanzaro. Scoperta la truffa l’ente aveva disposto il loro licenziamento, mentre cinque colleghi erano stati sospesi dal servizio per qualche settimana e gli altri trentasette lavoratori vennero semplicemente ‘rimproverati’. Solo per due dei cinquantuno impiegati indagati è scattata l’archiviazione, in quarantacinque sono stati rinviati a giudizio. Per la condanna di Barone, Levato, Maimone e Ruberto la difesa ricorrerà in appello in quanto non ritiene esistessero gli estremi per l’istallazione delle telecamere all’interno degli uffici regionali.
Immagine di repertorio



















Social