Area Urbana
Fecero esplodere una bomba a Rende davanti una villetta, condannati De Rose e Citro

I due imputati sono stati giudicati con rito abbreviato e dovranno scontare due anni e mezzo di detenzione.
COSENZA – Avevano ordito un attentato ai danni dell’abitazione di un costruttore di San Lucido nel quartiere Sant’Agostino. La bomba esplose, ma rimasero feriti. L’episodio si consumò in via Modigliani, a Rende, nel luglio scorso. L’esplosione dell’ordigno provocò danneggiamenti alla porta-finestra della villetta ancora in costruzione di proprietà dell’imprenditore titolare di una ditta edile di Acquappesa. In poche ore le forze dell’ordine riuscirono a rintracciare i due autori dell’attentato dinamitardo al Pronto Soccorso dell’Annunziata. Le ferite riportate da Pietro De Rose, pregiudicato ventinovenne di Aprigliano, risultavano compatibili con un’esplosione di un ordigno artigianale che infatti era brillato tra le sue mani poco prima. Sottoposto ad intervento chirurgico il ragazzo fu arrestato insieme a Francesco Citro quarantaseienne di via Popilia già denunciato anni addietro per detenzione di materiale esplodente. I suoi abiti intrisi dello stesso sangue che gli inquirenti avevano ritrovato nei pressi dell’abitazione in cui era esplosa la bomba, costruita con un barattolo di latta caricato di bulloni ed esplosivo, erano a Castrolibero in casa della fidanzata di Citro. I due già sottoposti agli arresti domiciliari, sono stati giudicati ieri con rito abbreviato dal Tribunale di Cosenza. Il gup Branda ha condannato entrambi a due anni e sei mesi di detenzione.



















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