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Neonata ritrovata cadavere in una valigia, arrestata la madre

Calabria

Neonata ritrovata cadavere in una valigia, arrestata la madre

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bimba morta valigia

La donna si era recata in ospedale insieme al marito negando di aver partorito.

MONTEPAONE (CZ) – I Carabinieri hanno arrestato stamane Marianna Roshka, ucraina 32enne che il 17 Agosto scorso si presento’ all’ospedale di Soverato dicendo di stare male e nella cui abitazione fu trovato successivamente il corpo senza vita di una neonata, avvolto in un asciugamani rinchiuso in una valigia riposta in un armadio della sua residenza estiva. I medici riscontrarono i segni un parto nonostante la donna negasse e informarono i Carabinieri che perquisirono la casa facendo la macabra scoperta. Le analisi degli specialisti del Ris dei Carabinieri e del Racis di Roma avrebbero fugato ogni dubbio escludendo l’ipotesi dell’aborto e stabilendo che la bambina era nata viva. La madre della neonata aveva invece, raccontato ai medici di avere avuto un aborto al terzo mese di gravidanza e di avere lasciato il feto a casa perché già morto. Il decesso secondo l’esito dell’autopsia sarebbe stato cagionato da emorragia e soffocamento. L’esame autoptico avrebbe evidenziato che la bambina era nata viva, in quanto il corpicino, presentando ossigeno nei polmoni, aveva respirato. Il Gip, sulla base dei riscontri investigativi e scientifici, ha accolto stamane la richiesta d’arresto avanzata dai pm, sottoponendo la donna, già indagata, agli arresti domiciliari per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

 

Marianna Roshka madre di due figli si trova ora in una casa protetta. Il padre dei bambini, un quarantenne calabrese residente a Varese, pare non sia stato sottoposto ad alcun tipo di misura cautelare in quanto è stata ritenuta credibile l’ipotesi che non fosse a conoscenza della gravidanza della moglie dalla quale aveva già avuto due figlie. Dalle analisi sarebbe inoltre emerso che la neonata era figlia biologica della donna e di suo marito. I medici ad Agosto dopo aver ricoverato la donna in evidente stato confusionale avevano ritenuto opportuno evitare un incontro tra i due che si trovavano in Calabria per trascorrere le vacanze a casa dei familiari dell’uomo. Il quarantenne all’epoca dei fatti raccontò solo di aver soccorso la moglie con la quale vive a Varese senza sapere cosa avesse, negando di essere a conoscenza che la donna avesse avuto una gravidanza. La trentaduenne, arrestata stamattina dai carabinieri della Compagnia di Soverato, avrebbe ucciso la figlia che aveva appena partorito, nell’agosto scorso, perché il convivente, dopo i due bambini avuti in precedenza, non voleva altri figli. Nel timore della reazione del convivente, Marianna aveva nascosto all’uomo la terza gravidanza decidendo poi di uccidere la figlia, all’insaputa del marito subito dopo il parto.

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