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Maurizio Rango chiede di essere curato fuori dal carcere, attesa decisione del Riesame

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Maurizio Rango chiede di essere curato fuori dal carcere, attesa decisione del Riesame

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Quattro perizie mediche e quattro udienze, ma ancora nulla di fatto. Il presunto boss del clan Rango – Abbruzzese resta in carcere.

 

CATANZARO – Nuova udienza stamane a Catanzaro davanti i giudici del Tribunale dei Riesame. Nulla è stato ancora deciso sull’eventuale revoca della detenzione carceraria del presunto boss Maurizio Rango. Il trentottenne, ritenuto dagli inquirenti uno dei vertici della cosca Rango – Abbruzzese, sarebbe affetto da una grave patologia che non gli consentirebbe di continuare a vivere dietro le sbarre. In più occasioni i magistrati hanno sottolineato il suo ruolo nell’unione tra ‘italiani’ e ‘zingari’ attraverso una serie di accordi ed il suo matrimonio con la nipote di un personaggio noto negli ambienti della criminalità di etnia rom. Attualmente ristretto nel penitenziario di Sassari in regime di 41bis dopo essere ospitato nei carceri di Voghera e Novara, Rango pare sia affetto da una grave forma di claustrofobia che gli provocherebbe continue crisi d’ansia. Una patologia certificata da ben quattro perizie psichiatriche alla quale come palliativo viene applicata quotidianamente una massiccia dose di medicinali. I farmaci, però, avrebbero solo un blando effetto sedativo e non uno scopo curativo.

 

La sua situazione starebbe peggiorando di mese in mese rendendo da Maggio necessaria l’apertura della porta della sua cella per consentirgli di poter sopravvivere dietro le sbarre. Il suo legale Antonio Sanvito ha chiesto oggi in aula che venga curato e non solo imbottito di psicofarmaci. Nel far presente che la claustrofobia non è compatibile con il regime carcerario e tantomeno con il cosiddetto ‘carcere duro’ ha chiesto che Rango sia trasferito in una struttura sanitaria. Una clinica psichiatrica privata, possibilmente non in territorio cosentino, in cui il trentottenne possa essere curato. A dare la propria disponibilità vi sarebbe già una struttura in Lombardia che accetterebbe su ordine della magistratura di ospitare il detenuto. Per Maurizio Rango, imputato per i reati di associazione a delinquere, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti ed omicidio (relativo all’uccisione di Luca Bruni), nell’ultima udienza a suo carico è stata chiesta la pena dell’ergastolo. Il Tribunale del Riesame, stamattina, si è riservato di comunicare la propria decisione nei prossimi giorni, verosimilmente entro la prima settimana di Gennaio.

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