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Rosarno e S. Ferdinando, Giudiceandrea: “riunire le commissioni contro la ‘ndrangheta e per le attività sociali” (AUDIO INTERVISTA)

Calabria

Rosarno e S. Ferdinando, Giudiceandrea: “riunire le commissioni contro la ‘ndrangheta e per le attività sociali” (AUDIO INTERVISTA)

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La richiesta dell’onorevole Giuseppe Giudiceandrea dopo gli ultimi fatti di violenza verificatisi a Rosarno. La situazione secondo il consigliere regionale, che si è venuta a creare in quell’area, è determinata dalla forte presenza della ‘ndrangheta che schiavizza i migranti e li costringe a vivere in condizioni disumane.

ROSARNO (RC) – “Ho chiesto ai Presidenti delle Commissioni contro la ‘ndrangheta e attività sociali, Arturo Bova e Michele Mirabello, #CalabriaRiparte, al Presidente del Consiglio Nicola Irto, di riunire congiuntamente e con urgenza le commissioni – ha dichiarato Giudiceandrea – per mettere in campo ogni azione possibile contro gli episodi di intolleranza verificatisi nella Piana di Rosarno nelle ultime settimane”. A sei anni, infatti, dalle due terribili giornate di guerriglia che insanguinarono il paese, a Rosarno sembra cambiato poco o nulla. Gli immigrati, arrivati in tanti per la raccolta stagionale degli agrumi, continuano a lavorare per pochi euro e a vivere in condizioni disumane in tende della protezione civile ormai logore e consumate dalle intemperie con 250 posti letto.

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Questa mattina Giuseppe Giudiceandrea è intervenuto ai microfoni di Rlb Radioattiva sui casi di Rosarno e San Ferdinando sottolineando come la situazione, in gran parte, che si è venuta a determinare in quelle zone è legata alla massiccia presenza della ‘ndrangheta.

ASCOLTA L’INTERVISTA
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Di fianco una baraccopoli costruita con materiali di fortuna trovati per strada, parte di fabbriche e casolari abbandonati diventati posti dove ripararsi e riposare, condizioni igienico- sanitarie drammatiche. “Quello di sei anni fa – ha detto Giudiceandrea – fu uno scatto di dignità degli immigrati contro chi non li considerava esseri umani, ma macchine da lavoro per pochi euro al giorno. Costretti a vivere senza luce, né riscaldamento. Oggi a Rosarno si torna a picchiare con gli stessi metodi: spranghe e catene, di ritorno dall’ora di lavoro. Dal 10 di Dicembre sono 6 i ragazzi africani aggrediti. Nonostante la presenza dei volontari che presidiano giorno e notte la tendopoli e questo non possiamo più permetterlo. La nostra è sempre stata e continuerà ad essere una terra di accoglienza. Non ci piegheremo all’arroganza di pochi.”

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