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La Regione Calabria sceglie di continuare a sversare rifiuti in Sila per i prossimi 11 anni (AUDIO INTERVISTA)

La giunta Oliverio non ritira l’autorizzazione che consentirà di abbancare rifiuti nei pressi del Parco Nazionale della Sila per i prossimi anni.
CELICO (CS) – Secondo il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria la discarica di Celico della ditta Miga di Vrenna il noto patron del Crotone Calcio, non arreca nessun danno all’ecosistema silano. Certo è ubicata a ridosso del Parco Nazionale della Sila, habitat naturale dove flora e fauna dovrebbero essere protetti, ma poi in fondo, secondo il dirigente del dipartimento, Pallaria, non essendo esattamente nel perimetro delle cartografie ufficiali del Parco non nuoce alla natura. Ieri, il Comitato Ambientale Presilano è stato convocato a Catanzaro, insieme ai sindaci della presila, dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria per discutere delle problematiche che interessano l’impianto di Celico. Ad attenderli un folto dispiegamento delle forze dell’ordine. La richiesta sottoscritta da 8mila residenti e dai sindaci del comprensorio era chiara: ritirare l’AIA, l’autorizzazione firmata a fine 2014 che consentirà a Vrenna di continuare a fare business abbancando rifiuti in Sila per dodici anni. Un’autorizzazione rilasciata, secondo quanto affermato dal Comitato Ambientale Presilano, ”in assenza di requisiti di legge indispensabili”. Latitante il governatore ‘silano doc’, Mario Oliverio, che della salute dei propri ‘compaesani’ ha preferito non interessarsi anche perchè, poi in fondo, i voti sono già stati portati a casa e la poltrona è ormai conquistata. Il presidente ha giustificato la sua assenza comunicando di essere malato, ma in quelle stesse ore l’assessore Roccisano l’ha immortalato e ha postato su facebook una foto che lo ritraeva mentre firmava dei documenti.
A fare un resoconto della giornata di ieri a Catanzaro, ai microfoni di Rlb Radioattiva questa mattina, Italo Romano del Comitato Ambientale Presilano.
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Al termine dell’incontro con immensa delusione, in attesa che il TAR si esprima in due procedimenti avviati sulle irregolarità denunciate dal comitato ambientalista, gli attivisti hanno sottolineato che “non c’è alcuna volontà politica che spinge verso la chiusura dell’impianto di Celico, seppur rilevanti sono le illegalità messe in evidenza e le situazioni di criticità di una zona già pesantemente inquinata. L’ennesima assenza del presidente Oliverio, è solo una conferma, mentre la controparte tecnica ha impugnato le illegalità tecniche da noi esposte, definendole marginali per il ritiro dell’AIA. L’incontro in cui avremmo dovuto valutare il ritiro dell’autorizzazione non si è svolto come precedentemente previsto dagli accordi che avevamo raggiunto nell’incontro dello scorso ottobre. Le oltre ottomila firme dei cittadini presilani sono state calpestate. La discarica oggi accoglie i rifiuti dei privati, industriali e non, con tutte le conseguenze del caso. Tra dieci giorni ci sarà un ulteriore incontro di natura tecnica. Il nostro compito sarà costringere chi di dovere a scegliere la salute della popolazione, la tutela dell’ambiente e le future possibilità di sviluppo”. Nel frattempo il Comitato Ambientale Presilano si riunirà domani a Rovito alle 21.30 per decidere quali azioni intraprendere. Il messaggio che arriva dalla Presila è sempre più determinato: ”O la chiudete voi o lo facciamo noi”. La Regione però, ad oggi, non pare averlo recepito.



















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