Provincia
Trivelle, Oliverio “sollevi il conflitto di attribuzione”. Il Movimento No Triv di Rossano: “pronti a nuove mobilitazioni” (AUDIO INTERVISTA)

“La Regione Calabria faccia presto a sollevare il conflitto di attribuzione contro il Parlamento davanti alla Corte Costituzionale in merito ai quesiti referendari contro le trivellazioni come hanno già fatto le regioni Basilicata, Sardegna, Veneto, Liguria, Puglia e Campania”.
ROSSANO (CS) – Un invito rivolto alla Regione dal parlamentare calabrese Cinque Stelle Parentela dopo la pronuncia della Corte di Cassazione sui quesiti referendari portatati avanti da comitati e regioni che si sono schierati contro le trivellazioni: “Il tentativo di Renzi, che con la legge di stabilità avrebbe voluto evitare il referendum, è palesemente fallito. Il governo, secondo la Corte, con le modifiche introdotte nella legge di stabilità è riuscito a soddisfare soltanto cinque dei sei quesiti referendari. Sollevando il conflitto di attribuzione, le Regioni promotrici possono fare in modo che vengano riabilitati anche i quesiti relativi alla durata dei permessi ed al piano delle aree”. E così si chiede l’intervento di Oliverio, altrimenti anche la Calabria subirà la follia delle trivellazioni.
A combattere da anni contro l’ipotesi trivellazioni nel Mar Jonio calabrese, anche il movimento No Triv di Rossano. Flavio Stasi, attivista del movimento, ai microfoni di Rlb Radioattiva questa mattina ha sottolineato: “Siamo pronti ad una mobilitazione più forte”
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I quesiti referendari, promossi da 10 Regioni – Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise – erano sei. La Cassazione, cui spetta il primo vaglio di legittimità, li aveva in un primo tempo accolti. Poi è intervenuta la legge di Stabilità, che ha per così dire “sanato” molti dei punti su cui ruotavano i referendum abrogativi, compreso quello sul divieto di perforazione entro le 12 miglia marine dalla costa, che resta. La Cassazione ha quindi dovuto nuovamente esprimersi ed è sopravvissuto un solo referendum: quello che riguarda, in sostanza, la durata delle autorizzazioni a perforare ed estrarre. Una durata che la legge estende a tutta la vita del giacimento ed è proprio questa la disposizione che si chiede di abrogare.
La decisione di rinviare al 19 gennaio la camera di consiglio dei giudici costituzionali è stata presa per consentire ai legali, che già avevano depositato memorie sulle scorta della precedente decisione della Cassazione, di rivederle e di depositarle alla luce dell’ultima pronuncia della Suprema Corte. I No Triv si aspettano la bocciatura delle modifiche apportate al decreto Sblocca Italia.




















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