Provincia
Imprenditore del cosentino accusato di usura per sbaglio, restituito palazzo confiscato

L’uomo, ormai defunto, aveva vinto una grossa somma di denaro grazie ad un gioco a premi.
PRAIA A MARE (CS) – La Corte d’Appello di Catanzaro ha revocato la confisca della palazzina del valore di 350mila euro ereditata dalla famiglia di Pino Biccini, imprenditore praiese deceduto qualche anno fa a seguito di un malore e finito in un filone di inchiesta in cui si ipotizza il reato di usura. Nell’indagine postuma, la Guardia di Finanza di Scalea, dopo aver effettuato controlli fiscali anche entro il nucleo familiare, aveva attuato le nuove norme antimafia che consentono di agire preventivamente sugli eredi degli indagati. Ma il legale incaricato, Nicola Guerrera, aveva fatto appello contro la decisione della Procura di Cosenza dimostrando, con una fitta documentazione, che l’ingente patrimonio di Pino Biccini era stato accumulato anche grazie a una grossa vincita di denaro di un gioco a premi avvenuta nel 1999. La famiglia è stata colpita da particolare entusiasmo. “Non tanto per la restituzione dei nostri beni – dice la figlia Maddalena -, ma perchĂ© la magistratura ha restituito dignitĂ a mio padre, processato da morto e quindi impossibilitato a difendersi”.



















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