Provincia
A 70 anni dal dramma di Marcinelle, San Giovanni in Fiore ricorda le vittime e i suoi minatori
Nel giorno del ricordo del Bois du Cazier, la comunità silana, tramite le parole di Pino Belcastro, rende omaggio ai caduti del lavoro e rinnova la memoria delle grandi tragedie dell’emigrazione italiana

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – In occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956 la città di San Giovanni in Fiore si raccoglie in un commosso e doveroso ricordo. Nel buio profondo della miniera del Bois du Cazier, in Belgio, si è consumata settant’anni fa una delle pagine più dolorose e drammatice della storia dell’emigrazione italiana, segnata dal sacrificio di centinaia di connazionali partiti dalla propria terra in cerca di un futuro migliore.
Ben 262 minatori morirono in una delle più gravi tragedie sul lavoro di tutti i tempi: 136 erano italiani, quasi tutti provenienti dal mezzogiorno d’Italia, buona parte erano calabresi originari di Reggio Calabria, Cosenza, San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano, Santa Severina, Rocca Bernarda, Savelli, Scandale, di tutta la Sila e dell’intero Marchesato di Crotone.

Marcinelle ed il ricordo di San Giovanni in Fiore, Belcastro: “Eroi del lavoro”
Per la comunità sangiovannese, la memoria di Marcinelle riapre una ferita mai del tutto rimarginata. San Giovanni in Fiore ha infatti pagato nella propria storia un tributo di sangue altissimo nelle grandi tragedie del lavoro all’estero, a partire da quelle di Monongah negli Stati Uniti e di Mattmark in Svizzera, dove troppi figli di questa terra persero la vita.
“Il sacrificio dei nostri minatori resta scolpito per sempre nella memoria e nell’identità di San Giovanni in Fiore”, sottolinea Pino Belcastro nel rinnovare il proprio cordoglio. Ai caduti, definiti veri e propri “eroi del lavoro”, e a tutte le famiglie che ne custodiscono con dignità e dolore la memoria, “va il pensiero più grato e commosso di tutta la città” dice l’ex sindaco in una nota.
Ricordare Marcinelle oggi non significa soltanto rendere omaggio alle vittime del passato, ma riaffermare con forza il valore del lavoro, della sicurezza sui luoghi di lavoro e del rispetto per la dignità di chiunque sia costretto a lasciare la propria patria per dare dignità alla propria famiglia.

















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