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Processo sui rifiuti radioattivi nel fiume Oliva, ascoltati i testimoni dell’accusa

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Processo sui rifiuti radioattivi nel fiume Oliva, ascoltati i testimoni dell’accusa

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Un pescatore ha raccontato di aver visto un pesce con la testa nettamente più grande rispetto al corpo. 

 

COSENZA – Con l’audizione di tre persone, è terminata ieri, dinnanzi alla Corte d’Assise di Cosenza, la parte del processo dedicata ai testimoni d’accusa sulla vicenda del fiume Oliva che vede imputati per disastro ambientale ed avvelenamento delle acque” un imprenditore e alcuni proprietari di terreni che sono risultati contaminati. Nel greto del fiume Oliva fu registrato un alto tasso di radioattività che gli inquirenti avevano inizialmente attribuito al presunto interramento del misterioso cargo della Jolly Rosso, la nave arenatasi sul litorale di Amantea, in località Coreca, nel 1990. Tra le testimonianze, è emersa quella di un pescatore del posto che ha raccontato al presidente della Corte, Giovanni Garofalo, di essersi imbattuto in un pesce deforme, con la testa nettamente più grande rispetto al corpo.

 

Sono stati ascoltati anche un dirigente dell’Agea, che attraverso un lavoro effettuato con l’ausilio di scatti fotografici, ha ricostruito quelle che sono state le mutazioni nei terreni presi in esame dal 1988 al 2007 e Angelo Lucchesi del nucleo Ambiente della Procura di Paola che ha effettuato una serie di indagini constatando il ritrovamento di diversi pezzi di una nave Ro-Ro, simile alla Jolly Rosso.
Dopo aver sentito i testimoni, il presidente della Corte ha aggiornato il processo al 18 marzo prossimo. Saranno ascoltati i testimoni delle difese.

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