Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Giovane dottoressa cosentina a Pozzallo per Medici Senza Frontiere: “il presidio chiude, torno a Lappano”

Area Urbana

Giovane dottoressa cosentina a Pozzallo per Medici Senza Frontiere: “il presidio chiude, torno a Lappano”

Pubblicato

il

rita carravetta

Medici senza Frontiere domani, chiude i battenti a Pozzallo, dove dal 2013 è impegnata  nell’accoglienza e nel supporto medico e psicologico, assistendo le centinaia di immigrati che quotidianamente arrivano sulla costa siciliana.

COSENZA – Rita Carravetta, è un giovane medico di Lappano (Cs), e lavora al progetto di Medici Senza Frontiere al CPSA di Pozzallo, nella provincia di Ragusa, dove però da qualche tempo la situazione è diventata insostenibile e si è così aggravata da aver indotto l’organizzazione umanitaria ad interrompere il presidio. Domani infatti, 31 gennaio è la data in cui i sanitari lasceranno il centro, dove lavorano con grande coraggio e determinazione da febbraio del 2013.

“Il nostro lavoro è vano – spiegano dall’Associazione – e le condizioni per i migranti sono ormai invivibili: bagni senza porte, nessuna area per il trattamento di malattie specifiche, infestazioni di blatte, condizioni del centro di primo soccorso critiche”.

Il compito dei Medici Senza Frontiere fino ad oggi è stato quello di aiutare i medici dell’Asp di Ragusa nelle prime attività di screening sanitario per chi sbarcava e di fornire, nei Centri di Accoglienza Straordinaria della Provincia di Ragusa, supporto psicologico e assistenza a vittime di eventi traumatici. Da domani questo lavoro sarà svolto esclusivamente dai medici dell’Asp.

medicisenzafrontierre01

In realtà l’organizzazione umanitaria non vorrebbe lasciare Pozzallo, avrebbe spiegato Claudia Lodesani, coordinatore medico del gruppo che ha raccontato di una sorta di ‘detenzione’ per gli immigrati, di condizioni igieniche impossibili, di servizi carenti, di uomini, donne e bambini che vivono promiscuamente negli stessi locali perchè la struttura è stracolma, della mancanza di un’ala specifica protetta dedicata all’accoglienza dei minori non accompagnati che condividono gli stessi spazi, inclusi i servizi igienici, degli adulti. Pertanto non è possibile sostenere psicologicamente e a livello medico persone che hanno vissuto un trauma e che invece di venire aiutate vengono lasciate a vivere nuovi traumi e sono a contatto continuo con potenziali malattie.

La dott.ssa Rita Carravetta, ha sposato con entusiasmo la causa di MSF e ha raccontato in esclusiva ai microfoni di Rlb Radioattiva la sua storia, il suo lavoro e soprattutto il suo impegno nel dare una mano per garantire una dignitosa accoglienza alle persone, centinaia, che ogni giorno arrivano qui in Italia, sbarcano dopo ore e ore di navigazione in condizioni disumane.

ASCOLTA L’INTERVISTA
[audio_mp3 url=”http://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2016/01/dottssa-Carravetta-Medici-senza-frontiere.mp3″]

msf-migranti

Così come gli altri medici impiegati a Pozzallo, anche la giovane lappanese vorrebbe poter continuare ad operare CPSA (Centro di Primo Soccorso e Accoglienza) per gli immigrati di Pozzallo perchè solo chi ha visto quella disperazione, quella speranza negli occhi di tantissimi ‘esseri umani’ considera il supporto di medici, infermieri e mediatori importante anche dal punto di vista dell’ascolto e della cura. Perchè sono tanti, troppi, i morti in mare, ma sono certamente di più i sopravvissuti alle violenze, la maggior parte donne fuggite da sole e vittime di aggressioni, percosse. Per non parlare dei bambini, arrivati in Italia dopo aver vissuto e visto con i propri occhi, morte, disperazione, violenza, e tutto ciò che nessun genitore vorrebbe che gli occhi del proprio figlio vedessero.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social