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Miceli (M5S): “A Rende esecutivo senza risposte”

Area Urbana

Miceli (M5S): “A Rende esecutivo senza risposte”

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Il duro affondo del pentastellato dopo l’ultimo consiglio comunale: “Dalla Cuc all’Anticorruzione tante parole e troppi pochi fatti”.

RENDE – L’ultimo consiglio comunale di Rende, tenutosi ieri a due mesi di distanza dal precedente, fa indignare il consigliere del Movimento 5 Stelle, Domenico Miceli che attraverso una nota stampa definisce l’assise “una messa in scena appunto per adempiere esclusivamente ad obblighi previsti dalla legge. Nessun confronto preliminare – afferma il grillino – su temi e questioni importantissimi.

 

Per Miceli a Rende continua ad essere negata a tutti i consiglieri la possibilità di esercitare al meglio le proprie funzioni che risiedono anche e soprattutto nell’espressione di un indirizzo politico. “Come Movimento 5 Stelle – continua il consigliere – abbiamo espresso voto contrario tanto alla Cuc (Centrale unica di Committenza), quanto alle linee guida sull’Anticorruzione: tante parole a fronte di troppi pochi fatti concreti. Ma soprattutto si son rivelate estremamente esigue le repliche alle nostre istanze”.

 

“Prima fra tutte – sottolinea Miceli – non è arrivata la risposta sui costi che andremo a sostenere diventando Comune capofila della Centrale Unica di Committenza. Ricordiamo che una proiezione dei costi vivi e di gestione della Cuc non è stata effettuata dall’amministrazione Manna, e se lo ha fatto, non ha portato le carte in Consiglio o comunque non ha fornito questi dati alla città. E poi resta il nodo del sottodimensionamento degli uffici comunali preposti, dell’aggravio di lavoro per i dipendenti comunali, della questione dei contenziosi che ricadrebbero, anch’essi, sulle spalle dell’ufficio Cuc e di quello Legale”.

 

“Diverso – conclude la nota del consigliere comunale – il discorso sulle linee guida per l’elaborazione del piano triennale dell’Anticorruzione, secondo noi fondamentale, ma servono presupposti diversi. Abbiamo ricordato a Manna che è inutile parlare di concretezza quando nei fatti le cose vanno esattamente al contrario. Aspettiamo ancora una risposta a varie interrogazioni, e tra queste una risale addirittura al 2015. Come si fa a fidarsi di un esecutivo che non rispetta lui per primo i tempi dettati dalle leggi? È ormai chiaro a tutti che non possiamo farlo certo sulla fiducia, come invece sembra fare buona parte della maggioranza e della minoranza in consiglio”.

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