Calabria
Di Lello (Pd): “La ‘ndrangheta? Per combatterla serve l’esercito in Calabria”

Il deputato e Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia: “Il pericolo del ritorno di una cruenta guerra di mafia è fondato”.
ROMA – “Con la crisi è aumentato il tasso di violenza delle cosche. Si sono rotti determinati equilibri anche all’interno della criminalità organizzata perciò lo Stato ha il dovere di alzare il livello di attenzione. Abbiamo condiviso una recente esperienza a Napoli in cui 250 militari dell’esercito hanno liberato altrettante forze di polizia da compiti di presidio di obiettivi sensibili e posti di blocco. Pur sottolineando che garantire l’ordine pubblico non è compito della Commissione Antimafia, quello di impiegate le forze armate mi sembra un modo intelligente di usare al meglio le nostre risorse. Noi dobbiamo intervenire per evitare una nuova recrudescenza”. È quanto ha dichiarato il deputato del Partito Democratico Marco Di Lello, Segretario della Commissione Bicamerale Antimafia, intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio on air su YouTube.
In merito al vertice di ‘ndrangheta svoltosi nel 2005 a Reggio Calabria la mattina dell’omicidio di Francesco Fortugno all’epoca vicepresidente del Consiglio Regionale e che ha visto come protagonisti i boss Paolo Rosario De Stefano, Pasquale Libri e Paolo Schimizzi, il parlamentare Di Lello annuncia che “nei prossimi giorni chiederò di calendarizzare un’audizione in commissione antimafia sul vertice di ‘ndrangheta tenuto il giorno dell’omicidio Fortugno. Credo che un approfondimento in tal senso vada fatto e non escludo di sentire coloro i quali indagarono ai tempi sulla vicenda (tra questi i funzionari della questura di allora che non furono mai sentiti). Pur nel rispetto delle sentenze e dei processi, credo comunque che un fatto così grave per la nostra Repubblica meriti un adeguato approfondimento. Angela Napoli in più occasioni ha segnalato che questa cosa andava fatta già ai tempi dell’indagine e questo è innegabile. Non possiamo lasciare zone d’ombra. Il tema dell’intreccio tra politica e mafia per noi è centrale, quindi nell’approfondire facciamo solo il nostro lavoro. Credo – conclude il segretario – che nessuno abbia interesse a negare il nostro impegno a indagare in profondità”.
Fracassi (Cgil): “Più magistrati e polizia in Calabria”
Sull’argomento oggi è intervenuta anche Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, a margine dell’assemblea dei lavoratori Hitachi-Rail Italia dello stabilimento Omeca di Reggio Calabria organizzata per presentare la ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ della Cgil. “La pressione e l’influenza esercitate dalla criminalità organizzata sul territorio della Calabria – ha detto – sono sempre più forti e la situazione sta peggiorando rapidamente, soprattutto a Reggio. È necessario e non più rinviabile – ha aggiunto – un intervento delle istituzioni che dia seguito alle parole e alle promesse di questi mesi, a partire dal rafforzamento degli organici della magistratura e forze di polizia”. “Per quanto riguarda la specifica situazione di Reggio Calabria – ha concluso Gianna Fracassi – occorre mettere in campo un progetto che coniughi strumenti di prevenzione e strumenti di inclusione sociale”.


















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