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Saracena: Giannieri fa scena muta davanti al gip

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Saracena: Giannieri fa scena muta davanti al gip

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COSENZA – E il giallo resta avvolto nel silenzio. Pasqualino Giannieri, finito in manette con l’accusa di aver ammazzato,

al termine di una violenta lite, l’ex suocera Maria Carmela D’Aquila, è comparso davanti al gip per l’udienza di convalida dell’arresto, rimanendo in silenzio ed avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il 51enne, nativo di Roggiano Gravina, ma residente da tempo a Saracena, il giorno della disgrazia, dopo aver litigato e coltito alla testa e forse strozzato l’anziana, avrebbe agredito anche l’ex fidanzata Giuseppina Costanzo, colpendola alla testa con un pezzo di legno. Almeno così ha ricostruito la magistratura inquirente di Castrovillari che coordina le indagini col procuratore Franco Giacomantonio e il pm Maria Grazia Anastasia. Una ricostruzione che gli avvocati Lucio e Carlo Esbardo, ieri durante l’udienza di convalida con annesso interrogatorio di garanzia hanno messo in discussione, sottolineando come non c’è ancora nessuna certezza sulle cause della morte della pensionata. Potrebbe anche essere spirata per ragioni naturali, hanno chiarito i due penalisti. Per saperne di più bisognerà aspettare l’esito dell’autopsia eseguita giovedì nell’ospedale di Castrovillari. In mano agli inquirenti sinora ci sono anzitutto le dichiarazioni della figlia della vittima, la quale ha spiegato che quando è tornata a casa ha trovato Giannieri, con il quale ha cominciato a discutere. Quindi l’uomo l’avrebbe colpita alla testa con un bastone, prima di spingerla sul letto e tapparle la bocca con una mano per impedirle di gridare. Quando s’è accorta che perdeva sangue, però, le avrebbe tamponato la ferita. Poi si sarebbero addirittura abbracciati. La donna avrebbe chiesto a Giannieri dove fosse la mamma, e l’uomo le avrebbe risposto che era uscita. Ma quando il 51enne era andato via, Giuseppina avrebbe girato per casa trovandola sotto il letto ormai senza vita. A quel punto avrebbe lanciato l’allarme chiamando i carabinieri. Col silenzio di Gianneri, per trovare riscontro a questa ricostruzione servono elementi probatorio che potrebbero venire dagli accertamenti effettuati nella casa del dramma dai carabinieri della compagnia di Castrovillari agli ordini del tenente Vincenzo Pappalardo. Bisognerà trovare riscontri anche al movente ipotizzato nei momenti successivi alla scoperta del cadavere. Cioè il rancore che il 51enne, il quale era noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia, avrebbe covato nei confronti della signora D’Aquila poiché aveva contrastato la relazione che il cinquantunenne aveva con la figlia. Ieri al termine dell’interrogatorio di garanzia il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pasqualino Giannieri, che quindi resta recluso nel penitenziario della città del Pollino. Gli inquirenti cercano indizi e lavorano sulle prove. In cerca di una verità.

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