Calabria
300mila euro a imprenditori che gestiscono beni confiscati alla ‘ndrangheta

Ad annunciarlo è stato il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione, Carmelo Salvino.
CATANZARO – 300 mila euro agli imprenditori che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. Una somma (proveniente dal Bilancio regionale, ndr) non ingente, che secondo il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione, Carmelo Salvino “costituisce un segnale importante degli intenti dell’Amministrazione regionale, che vanno palesemente e concretamente contro la criminalità organizzata”.
Al fondo si può accedere attraverso uno sportello attivo dal 21 marzo
I beni in questione consistono, prevalentemente, in terreni sottratti alla ‘ndrangheta che sono gestiti da cooperative o aziende agricole, “soggetti scelti – ha aggiunto Salvino – dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati”. Al fondo stanziato dalla Regione Calabria si potrà accedere attraverso uno sportello attivo dal 21 marzo fino ad esaurimento della cifra. “Per ora la cifra è questa – ha spiegato Salvino – ma nel Psr 14/20 sarà prevista una premialità in termini di punteggio per i progetti presentati da chi gestisce beni confiscati. Per il futuro, inoltre, stiamo valutando la possibilità di far accedere ai fondi Pac direttamente i gestori di questi beni”.
Bova: “Necessaria una nuova legge sui beni confiscati”
Secondo Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria, “la nebulosa che avvolge i beni confiscati è tale da rendere necessaria una nuova legge, alla quale, anche se solo per quel poco che compete alla Regione, sto lavorando da qualche tempo. Nella nuova normativa dovrà essere previsto che i patrimoni provenienti da sequestri e confische alla ‘ndrangheta, che finiscono nel Fondo unico per la giustizia, oggi distribuito in parti uguali in tutta Italia, vengano destinati per il 50% ai territori di provenienza, così da rendere la confisca un valore aggiunto per la collettività. La nuova legge, prevedendo la redistribuzione economica dei beni nei territori colpiti dalle cosche, sarebbe di grande sostegno per lo sviluppo del territorio”.


















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