Calabria
Falsa testimonianza per abusi sessuali, pena confermata a prete e suora

Don Antonio Scordo e suor Mimma Rizzo testimoniarono a favore di un gruppo di giovani condannati per violenza sessuale nei confronti di una minore.
REGGIO CALABRIA – Conferma della condanna ad un anno di reclusione con la sospensione della pena: è questo il giudizio emesso dalla Corte d’appello di Reggio Calabria nei confronti dell’ex parroco di San Martino di Taurianova, nel reggino, don Antonio Scordo, e di una religiosa, suor Mimma Rizzo, originaria di Taranto, accusati di falsa testimonianza nell’ambito del processo a carico di un gruppo di giovani di San Martino di Taurianova – recentemente condannati in via definitiva – per avere violentato più volte Anna Maria Scarfò, sin da quando aveva 13 anni.
La ragazza aveva confidato tutto al prete e alla suora
La donna, che adesso ha 30 anni, nel 2010 era stata costretta ad andare a vivere in una località segreta dopo avere denunciato i suoi aguzzini ed essere rimasta vittima, per questo, di ingiurie e minacce da parte dei parenti degli imputati. Secondo l’accusa, il sacerdote e la suora, nel corso del processo ai violentatori, avrebbero detto il falso in merito a quanto avevano saputo dalla stessa ragazza (che si era rivolta a loro per chiedere aiuto) sulle violenze. Tesi contestata dall’avv. Antonio Napoli – che insieme al collega Guido Costabile difende il sacerdote – che ha preannunciato ricorso in Cassazione. Secondo il legale, il suo assistito era stato sentito nel processo agli appartenenti ad un secondo branco che aveva violentato la giovane in epoca successiva alle confidenze raccolte dalla stessa ragazza. La vicenda di Anna Maria Scarfò è raccontata nel libro ‘Malanova’, della giornalista e scrittrice Cristina Zagaria.
Immagine di repertorio



















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