Area Urbana
Il nuovo ospedale di Cosenza non piace agli ‘amici’ del sindaco di Rende

La metro sì, l’ospedale no. Dopo aver assecondato il volere di Oliverio ‘allontanando’ il gruppo iGreco e il progetto di costruire una megaclinica privata a Sant’Agostino i rendesi tornano a parlare di sanità.
RENDE – Il gruppo Rende Bene Comune che alle scorse elezioni ha sostenuto la candidatura di Marcello Manna si schiera contro il progetto di ‘ristrutturazione’ dell’Annunziata. “Nei giorni scorsi l’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – scrive in una nota il consigliere comunale Carlo Petrassi – ha presentato il suo progetto per il nuovo ospedale di Cosenza che dovrebbe servire a ristrutturare e riqualificare l’area dove sorge attualmente l’ospedale dell’Annunziata e il Mariano Santo. Nell’occasione, l’ex sindaco si è anche soffermato sulla necessità di uno sviluppo a sud che, a suo parere, andrebbe implementato con una nuova uscita autostradale a sud della città. Non è compito nostro addentrarci negli aspetti tecnici del progetto, ma sugli aspetti strettamente politici di certe scelte vogliamo continuare a dire la nostra soprattutto quando queste hanno ripercussioni evidenti non solo sui cittadini di Cosenza, ma sui cittadini dell’intera area urbana cosentina. Come ho avuto modo di scrivere nelle scorse settimane, esiste una direttrice di sviluppo dell’area urbana cosentina che guarda a nord e che potremmo definire storica. Questa direttrice è stata voluta dai nostri politici più lungimiranti ai quali va dato il merito di aver reso possibile la realizzazione di imponenti opere come l’Università di Arcavacata, viale Mancini, viale Principe, nonché di aver ideato opere come la metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical che insieme ad altre importanti progetti come il nuovo ospedale da collocare a Vaglio Lise e la nuova uscita dell’autostrada a settimo di Montalto-Rende servirebbero al completamento di questo orientamento storico di sviluppo.
Nel corso degli anni si è potuto constatare che la realizzazione di queste opere non solo ha giovato alla città di Rende, ma anche a tutta l’area urbana cosentina in quanto queste hanno favorito la conurbazione dei comuni di Cosenza e Rende, nonché la fuoriuscita dall’isolamento di interi quartieri della città di Cosenza diventati in passato veri e propri ghetti a causa delle famigerate scelte urbanistiche degli anni ’70. Ricordiamoci, per un attimo, cosa era via Popilia prima della realizzazione di Viale Mancini; chi avrebbe mai pensato allora di investire sulla costruzione di palazzi, strade, servizi a ridosso di un quartiere ghetto, a ridosso di una casa circondariale? L’idea di sviluppo a nord nel corso degli anni ha permesso la realizzazione di fatto della città unica dell’area urbana cosentina anche se poi la politica, come al solito, probabilmente per piccoli interessi di bottega e di potere, tarda a dare un riconoscimento giuridico a questa realtà urbana ignorando anche gli ultimi interventi normativi nazionali in materia di città metropolitane. Sarebbe ora che su tale questione I sindaci di Rende, Castrolibero, Montalto e il futuro sindaco di Cosenza rompessero gli indugi dando una svolta a questo immobilismo politico, ragionando intorno ad una visione dell’area urbana finalizzata alla realizzazione di infrastrutture e servizi comuni di cui i cittadini possano fruire agevolmente indipendentemente dal comune di appartenenza.
In questa ottica realizzare la metropolitana leggera, il nuovo ospedale pubblico a Vaglio Lise, l’uscita dell’autostrada a Settimo significa non solo completare definitivamente l’idea di sviluppo a nord, ma significa soprattutto realizzare la città unica. Registriamo che gli attuali aspiranti sindaci di Cosenza o evitano di intervenire sull’argomento, oppure sostengono una prospettiva di sviluppo a sud che a nostro avviso risulta essere retrograda, feudale, fortemente campanilistica e antistorica. Quest’ultima servirebbe solo ad erigere ulteriori barriere invalicabili sul fiume Campagnano, sia a sud al confine con Rende sia ad ovest al confine con Castrolibero, relegando definitivamente i quartieri più popolosi di Cosenza, potenzialmente baricentrici in una visione di città unica dell’area urbana, al margine della città. In definitiva, l’idea di sviluppo a sud interromperebbe sul nascere quell’auspicato e complicato processo politico che dovrebbe portare prima alla condivisione di servizi tra i comuni di Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto e poi alla fusione in un unico grande comune dell’area urbana. Un processo questo che dovrà avvenire senza mortificare la dignità e la storia di nessuno. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere la realizzazione del non più rinviabile progetto di congiunzione di viale Mancini e viale Principe”.

















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