Archivio Storico News
Cosenza indenne a Messina, ma … che peccato

COSENZA – Novanteseiesimo minuto. Peccato. Il Cosenza, nella gara più importante di tutto il campionato, oltre a tenere a bada il Messina, trascinato da uno straordinario pubblico, ha dovuto marcare stretta anche la fortuna che, per l’ennesima volta,
ha voltato le spalle ai Lupi. Lo 0-0 finale, non modifica la classifica. Il Messina resta sempre a più cinque sul Cosenza e a due gara dalla fine (anzi diciamo una, perchè i peloritani dovranno giocare contro la Nissa e vista la crisi societaria, sarà una pura formalità, ndr) già da stasera si può cucire, lo scudetto della promozione sulle maglie. Dicevamo della sfortuna, ma è ovvio, questo non può essere un alibi. Certo, giocare 80 e passa minuti senza un attaccante di ruolo, non è impresa facile per nessuno. Al 10′ del primo tempo, infatti, Giovanni Foderaro, l’unico attaccante in campo, chiamato a tenere in apprensione la retroguardia peloritana e giocare per la seconda domenica consecutiva come vice Mosciaro, durante uno scatto, avverte un dolore alla coscia. Strappo muscolare. I medici del Cosenza non riescono a rimetterlo in sesto e mister Gagliardi è costretto alla resa, togliendo dal campo l’autore della doppietta contro il Licata, mandando in trincea Andrea Marano che, ancora una volta, nonostante l’impegno profuso, non punge. Marano, si sa, non ha il passo di prima punta e pretendere da lui, movenze e acrobazie da bomber, era chiedere troppo. L’infortunio di Foderaro, per fortuna, non condiziona psicologicamente il Cosenza che fa la sua gara. Con un solo ma forse decisamente importante limite: non crederci fino in fondo. Forse se i Lupi avessero avuto più cattiveria agonistica in campo e avessero commesso qualche errore di impostazione di troppo, ora racconteremo un’altra partita, parlando di iun grande Cosenza e di un campionato riaperto, sul filo di lana. Ma, purtroppo, non è così. L’anno scorso il Cosenza consegnò il campionato e la sfilata di festeggiamenti all’Hinterreggio, oggi, invece, consegna, una consistente fetta del campionato alla prima della classe. E’ giusto riconoscere i meriti al Messina. Una formazione, ben messa in campo, che rispetto ai Lupi, ha avuto molto più regolarità, sia sul piano del gioco che dei risultati. Il Cosenza ha il dovere, glielo impone la classifica di continuare a crederci. Il pallone è rotondo e il calcio non è mai immune da sorprese. Certo il risultato finale ad occhiali rimediato in terra siciliana, fa aumentare e, decisamente di molto, i rimpianti tra i silani che, prima di arrivare alla sfida odierna del San Filippo, di match point per riaprire il campionato ne hanno avuto tanti, ma non li hanno saputi sfruttare. Analizzando l’intero campionato, è indubbio che pesano e parecchio i tanti punti seminati per strada. Partite perse per qualche errore di troppo, gare condizionate da sviste individuali e amnesie collettive o tante altre situazioni che, sicuramente, oggi pesano come macigni. Al di là di tutto, il Cosenza merita un grazie per quello che ha fatto. Considerando i limiti strutturali e tecnici, considerando i “terremoti” che hanno avuto come epicentro l’ambiente, considerando la prolungata assenza di Biccio Arcidiacono, bisogna essere onesti e riconoscere che mister Gianluca Gagliardi ha fatto un autentico miracolo sportivo.
LA CRONACA – Al 4′ il Cosenza conquista un corner, che però non sortisce effetti. Al 6′ Cutrupi respinge con difficoltà una conclusione da fuori area di Bucolo, servito da Corona, Al 9′ termina alto sulla traversa il colpo di testa di Corona sugli sviluppi di un calcio piazzato affidato a Ferreira. Dopo appena 12′ il Cosenza perde uno dei suoi uomini migliori, Foderaro, per infortunio: a rimpiazzarlo Marano. Al 19′ finisce alto il colpo di testa di Pesce, che poi ci prova dalla grande distanza al 22′ ma conclude a lato. Sfida equilibrata. Al 27′ determinante l’uscita di Cutrupi su Corona lanciato verso la porta silana. Sul fronte opposto Pesce elude l’intervento di Caiazzo e calcia a botta sicura: Lagomarsini si rifugia in corner, deviando il pallone sopra la traversa. Al 29′ in contropiede è Ferreira a fallire l’impatto con il pallone a pochi passi dalla linea di porta sull’invito di Corona. Il portoghese subito dopo rimedia anche un giallo, per un’entrata decisa a centrocampo su Sicignano. Al 32′ Corona segna, ma la rete viene annullata per fuorigioco.. Al 42′ esce a lato il tentativo dalla distanza di Guadalupi. Sul fronte opposto bello spunto sulla sinistra di Guerriera, il cui tiro cross è preda di Cutrupi. Al 45′ Chiaria ruba palla in scivolata all’estremo difensore del Cosenza ma poi ottiene soltanto una rimessa laterale. Al 48′ centrale la conclusione su calcio di punizione dal limite di Ferreira. Squadre al riposo sullo 0-0. Nel corso dell’intervallo sotto il settore ospiti è presente uno slogan eloquente (“Basta vietare, vogliamo viaggiare”), che si riferisce ai numerosi divieti di trasferta che hanno caratterizzato la stagione, penalizzando oggi i sostenitori del Cosenza. Ritmi blandi in avvio di ripresa. Al 6′ Chiaria non riesce a gestire il pallone, dopo una conclusione strozzata dal limite di Corona. Al 13′ i giallorossi sfiorano il vantaggio: ottima la percussione in area di Ferreira, la cui conclusione – deviata da un difensore – si stampa sul palo; sulla respinta è Guerriera a calciare alto sulla traversa. Un minuto dopo è invece Cutrupi in tuffo a deviare in corner il tiro a botta sicura, ancora del portoghese. Al 21′ si accende una mischia nell’area del Messina: ammoniti il capitano del Cosenza Parisi ed il vice-capitano del Messina Ignoffo. Sugli sviluppi della battuta dalla bandierina, termina alto il colpo di testa di Guadalupi. Al 28′ ci prova di potenza Corona: la sua conclusione, centrale, viene bloccata in due tempi da Cutrupi. Alla mezzora, Gassama rileva Cavallaro. Vengono concessi cinque minuti di recupero, ma non accade più nulla.
IL TABELLINO
Messina: Lagomarsini (’93), Caiazzo (’94), Caldore (’93), Bucolo, Cucinotta, Ignoffo (VK), Guerriera (’92; 24′ st Parachì – ’92), Maiorano, Corona (K), Chiaria (30′ st Cocuzza), Costa Ferreira (38′ st Savanarola). In panchina: Cuda (’93), Cicatiello (’94), Leo (’94), Quintoni. Allenatore: Gaetano Catalano.
Cosenza: Cutrupi (’93), Cavallaro (’93; 30′ st Gassama – ’93), Sicignano, Benincasa, Parisi (K), Liotti (’94), Paonessa ((41′ st Parenti), Fiore (VK), Foderaro (14′ pt Marano), Guadalupi, Pesce (’93). In panchina: Perri (’93), Filidoro (’94), Salvino (’93), Piromallo (’93). Allenatore: Gianluca Gagliardi. Arbitro: Gianni Bichisecchi di Livorno.
NOTE – Spettatori: circa 10.000. Corner: 6-5. Ammoniti: al 30′ pt Ferreira (M), al 37′ pt Corona (M), al 21′ st Parisi (C) ed Ignoffo (M), al 33′ st Paonessa (C). Recupero: 3′ pt e 5′ st.

















Social