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Cavallaro: “battere il Lecce per sognare. Mi scuso con i tifosi ma non sono un venduto”

Così l’attaccante dopo le polemiche relative al suo gesto dopo il 2 a 0 contro la Lupa e al rigore sbagliato contro la Paganese:” sono qui per lottare insieme e arrivare in B”. Nel frattempo i rossoblu preparano l’attesa sfida di sabato contro il Lecce secondo in classifica che non perde da ben 17 gare
COSENZA – Tornati da Rieti con 3 punti in tasca, il terzo posto in classifica solitario e la consapevolezza di poter continuare a lottare per un posto nei play-off, il Cosenza si prepara all’attesa sfida di sabato pomeriggio contro il Lecce che ieri sera si è sbarazzato del Catanzaro rispedito a casa con un sonoro 4 a 0. Match mai in discussione con gli uomini di Braglia che hanno dominato in lungo e largo, realizzando due goal per tempo, sciorinando un bel calcio e senza spendere nemmeno eccessive energie. I salentini non perdono in campionato da 17 gare e insieme al Benevento sembrano le due squadre destinate a giocarsi la promozione diretta.
Sia chiaro, al Marulla i giallorossi non troveranno i tappeti rossi. Quella di sabato si annuncia una vera e propria “battaglia”. C’è da vendicare l’immeritata sconfitta dell’andata e perché no, provare anche dare una bel dispiacere al tecnico giallorosso Piero Braglia che all’andata se uscì con dichiarazioni spocchiose e arroganti (“a me del Cosenza non me ne frega nulla” ndr). Ma servirà un super Cosenza per fermare i giallorossi, tornare alla vittoria al Marulla ed alimentare il sogno chiamato serie B.
La pensa così anche Giovanni Cavallaro. L’attaccante rossoblu ha voluto chiarire una volta per tutte la sua situazione con i tifosi alimentata a dire il vero da pochissime persone, sopratutto alla luce del rigore sbagliato contro la Paganese e di quel gesto (state zitti) fatto dopo la rete del 2 a 0 alla Lupa:”ci tengo a dire alcune cose che mi premono, anche alla luce di quello che è successo in settimana. Riguardo al rigore sbagliato con la Paganese, dopo l’errore ci sono stato malissimo e se a fine partita non sono andato dai tifosi, non è stato per una mancanza di rispetto, ma il mio stato d’animo era pessimo proprio per l’errore e perché ci tenevo a fare gol per me e per la squadra, quindi ho deciso si andare subito negli spogliatoi perché ero nero credetemi. Sono il primo rigorista e non mi tiro mai indietro. Mi scuso con la gente, ma non tutti mi conoscono e quindi non sanno quanto ci tengo. Poi, per quanto riguarda invece il gesto di sabato a Rieti dopo il goal, voglio chiarire che il gesto non era riferito alla gente della curva o della tribuna, ma si trattava solo ed esclusivamente di un gesto liberatorio, conseguenza diretta di una settimana pesante in cui ho ricevuto offese personali e parolacce. Mi hanno accusato di essere uscito a divertirmi la sera dopo il rigore sbagliato quasi me ne fregassi, prendendo addirittura una foto dal mio profilo social vecchia di diversi mesi. Per carità i tifosi pagano il biglietto ed hanno tutti il diritto di contestare ma non sono un venduto. Se lo fossi stato sarei andato a guadagnare di più altrove. Ho sofferto questa situazione e non ho accettato certe definizioni pesanti. Se ho deciso di vestire la maglia del Cosenza, lo ribadisco, e venire in una piazza importante è perché so quello che questa gente può dare.
Sabato scontro verità con il Lecce – ” Se vogliamo fare bene dobbiamo vincere sabato, indipendentemente dai risultati che matureranno mercoledì e giovedì. Sarà una partita importantissima e dovremo fare di tutto per vincere e continuare a sognare. Sappiamo che di fronte ci sarà una squadra forte, con un organico importante fatto di giocatori di esperienza che hanno fatto anche la serie B. E’ una squadra quadrata e compatta non avrà il gioco del Foggia o del Matera ma è molto concreta, messa bene in campo ci vorrà un Cosenza forte, compatto, agguerrito, insomma servirà il miglior Cosenza. Concentrazione? Con le piccole squadre a volte capita di scendere in campo deconcentrati pensando di aver già vinto, ma sono sicuri che sabato sarà tutta un’altra storia. Come sta Cavallaro? Non credo alla sfiga ma qualcosa ha girato storto nelle prime settimane. Sono arrivato che non giocavo da diversi mesi e con un’infortunio alle spalle quindi la mia condizione non era certo delle migliori, infatti sono fuori da quattro giornate, anche se avrei volute farle tutte. Ma naturalmente abbiamo un allenatore che decide per il bene della squadra. Ogni volta che mi metterà’ dentro io darò il massimo perché sono stato preso per questo. Erano nove mesi che aspettavo questo momento e qui a Cosenza ho trovato gente seria che mi è stata vicina. Quando si sta fermi tanto tempo è dura, ma grazie ami miei compagni ed a questo gruppo fantastico ce l’ho fatta e ora sto benissimo. La rete di sabato? Ho sperato che Gobbo Caio Secco sbagliasse il rilancio e poi ho cercato subito la porta nel punto più lontano proprio perché sapevo che il portiere era fuori dai pali e non poteva mai raggiungere la palla, che è andata all’incrocio. L’abbraccio dopo il gol con la Lupa è stato ben accetto, un’altra dimostrazione di affetto dei miei compagni”.



















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