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Boxe popolare: quando la noble art ha un valore sociale

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Boxe popolare: quando la noble art ha un valore sociale

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COSENZA – La nobile arte … cultura popolare, valore sociale. La Boxe Popolare è nata a Cosenza sul finire degli anni ’90.

L’apertura di una palestra popolare nella città di Cosenza c’è – raccontano il presidente Luigi De Prezzi, il suo vice Francesco Oliva, l’insotituibile segretario Luca Tallarico, il fenomenale direttore sportivo Nicola Rizzuti e gli altri grandi componenti dell’organigramma – d’obbligo, tenendo conto della precarietà e fatiscenza delle strutture pubbliche e dell’onerosità di quelle private. L’iniziativa intendeva prendere in considerazione le esigenze di quella fascia di giovani, che non possono praticare lo sport a causa dei costi elevati delle strutture sportive private presenti sul territorio. Questa idea – continuano – maturava da una discussione iniziata da un gruppo di ragazzi che frequentavano il C.S.A. Gramna e la curva sud dello stadio San Vito, intenzionati ad individuare una serie di bisogni ed esigenze che andassero al di là della pratica sportiva vera e propria e senza l’intenzione (sgomberariamo il campo da possibili dubbi di qualche guastatore col patentino di “antagonista”) di creare “rampolli muscolosi” che facessero i bulli per strada e sulle spiagge l’estate, ma piuttosto di raccomandare ai frequentatori della palestra gli aspetti educativi dello sport ed ai principi solidaristici e di aggregazione sociale come il ripudio di ogni forma di discriminazione razziale, sociale e sessuale e l’affermazione di valori di base quali la competizione, il divertimento, la salute del proprio corpo e della mente. L’attività fisica può diventare negativa solo se – fanno notare – non vengono rispettate queste premesse e se accompagnata da un eccesso di agonismo o quando si vogliano specializzare individui prima che abbiano terminato lo sviluppo fisico. La palestra inizialmente fu ubicata nei locali del C.S.A. Gramna e resa agibile grazie all’impegno dei ragazzi che ne condividevano l’iniziativa. Le spese furono affrontate con sottoscrizioni personali e iniziative autofinanziate. Dopo un periodo iniziale dedicato alla sola attività amatoriale, l’associazione ha aderito alla Federazione Pugilistica Italiana dedicandosi anche all’agonismo. Dopo un periodo di interruzione dell’attività, dovuta alle fatiscenze strutturali dei locali dell’ex Villaggio del Fanciullo che ospitavano il Gramna, la palestra dal settembre 2009 è ubicata all’interno della curva nord dello stadio San Vito. Evviva la nobile arte, dal valore sociale e dalla cultura popolare. 

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