Calabria
Dati Istat, in Calabria più disoccupazione e omicidi

È quanto emerge dal rapporto ‘Noi Italia’ per l’anno 2014.
COSENZA – I dati (per l’anno 2014) del rapporto ‘Noi Italia 2016’ dell’Istat confermano lo stato di arretratezza, rispetto al resto del Paese, della Calabria. Numeri preoccupanti soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione giovanile e gli omicidi. Le unite note positive vengono dal comparto agroalimentare.
Disoccupazione
Nel 2015 il tasso di disoccupazione dei giovani 15-24enni scende al 40,3%, 2,4 punti percentuali in meno rispetto a un anno prima. Il livello massimo si registra nel Mezzogiorno (54,1%), soprattutto in Calabria, dove arriva al 65,1% e fra le ragazze (58,1%). Poco meno di sei disoccupati su dieci (58,1%) cercano lavoro da oltre un anno, in riduzione dal 60,7% del 2014. Il calo della disoccupazione di lunga durata interessa oltre la metà delle regioni e ha coinvolto soprattutto le donne. Il tasso di mancata partecipazione, che tiene conto di quanti sono disponibili a lavorare pur non cercando attivamente lavoro, si attesta al 22,5% nel 2015, in rallentamento di 0,4 punti sul 2014. La riduzione è leggermente maggiore nel Mezzogiorno, anche se in questa ripartizione il valore rimane più che doppio rispetto al Centro-Nord.
Omicidi e rapine
Omicidi e rapine in calo, ma a fronte di un aumento dei furti. I primi e le seconde si sono registrati rispettivamente in un numero di casi pari a 0,78 e a 64,5 per 100mila abitanti. In flessione invece i furti denunciati, soprattutto quelli in appartamento (420,9 per 100mila abitanti). I dati Istat, evidenziano un affievolimento delle differenze territoriali, anche se l’incidenza maggiore di omicidi continua a registrarsi in Calabria, con la Campania che invece svetta per il valore massimo di rapine, a fronte del Centro-Nord che presenta i tassi più alti per furti denunciati. E’ di sesso femminile il 31,1% delle vittime di omicidio, e nel 55% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. A livello territoriale Umbria e Toscana presentano la percentuale più alta di vittime donne. Nel confronto con i paesi europei l’Italia si conferma in una posizione intermedia per questa tipologia di omicidio. In ogni caso il rischio criminalità si conferma uno dei problemi più sentiti dai cittadini: nel 2015 la quota di famiglie italiane che hanno percepito un elevato rischio di criminalità è salito significativamente (41,1% dal 30% del 2014), riprendendo il trend di crescita interrotto l’anno precedente.
Scuola
Sono oltre 2,3 milioni (il 25,7% del totale) i giovani 15-29enni che nel 2015 non sono inseriti in un percorso scolastico e/o formativo e non sono impegnati in un’attività lavorativa. L’incidenza più elevata anche in questo caso è nel Mezzogiorno (in Calabria sfiora il 40%) e tra le donne (27,1%).
Agroalimentare
I prodotti agroalimentari di qualità si confermano una componente significativa del comparto agroalimentare italiano, infatti il nostro Paese registra il numero di certificazioni più elevato a livello comunitario, 269 nel 2014. All’interno delle ripartizioni geografiche, al Nord il livello più elevato dell’indicatore si registra in Lombardia, al Centro nel Lazio mentre tra le regioni meridionali si distinguono Calabria, Sicilia e Sardegna. Nel 2014 la distribuzione di fertilizzanti semplici per uso agricolo si mantiene stabile (0,1 tonnellate per ettaro di SAU), mentre aumenta quella di principi attivi per ettaro di superficie agricola utilizzata (4,9 chili per ettaro di SAU). L’agriturismo conferma la tendenza strutturale alla crescita: tra il 2004 e il 2014 le aziende agrituristiche sono aumentate del 55,1%, quasi il 36% è gestito da donne.
Pil pro capite del Sud è quasi la metà di quello del Nord
Data una media nazionale nel 2014 di 25.256,7 euro, al Sud il Pil pro capite è pari a 16.761,8 euro, mentre al Nord Ovest a 30.821,1 euro. Al Centro è pari a 28.098,8 e al Nord Est a 29.734,2 euro.


















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