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Sgombero con spintoni sul tetto della Prefettura, corteo di protesta domani a Cosenza

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Sgombero con spintoni sul tetto della Prefettura, corteo di protesta domani a Cosenza

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Hanno strappato lo striscione, colpito un settantenne e tolto il megafono a seguito di un lancio di volantini su piazza XI Settembre.

 

COSENZA – Chiedevano informazioni su dove siano finiti i 155 milioni di euro destinati agli alloggi popolari, ma sono stati allontanati daglia agenti della Questura di Cosenza. Tra urla e spintoni la protesta è stata sedata e tra i manifestanti un settantenne è stato costretto a rivolgersi alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale Civile. La risposta all’azione della polizia sarà un corteo di protesta che partirà domani alle 17.00 dall’ex istituto delle Canossiane di viale della Repubblica. “La nostra dignità non è in vendita. Contro le false promesse dei politici ed il silenzio delle istituzioni. Contro le speculazioni sui bisogni e sulla disperazione della gente. Contro la violenza e gli abusi della questura. Noi non ci pieghiamo. L’aria che si respira in tutta Italia – scrivono in una nota gli attivisti di PrendoCasa Cosenza – è pesante, alla richiesta di diritti si risponde con uno stato di polizia. Dalla repressione all’università di Torino, alle le violente cariche a Napoli durante la visita del premier Renzi, fino ad arrivare a ciò che è avvenuto ieri mattina a Cosenza. Durante la mattinata, infatti, attivisti/e e occupanti del Comitato PrendoCasa (tra cui anche famiglie con bambini), sono stati brutalmente allontanati dall’edificio della Prefettura (sede dell’ufficio regionale sulle politiche abitative), occupato simbolicamente per richiedere la riapertura del tavolo tecnico sul diritto all’abitare con la presenza “reale” della Regione Calabria, già invitata, qualche mese fa, con una lettera pubblica, a rompere il suo colpevole silenzio.

 

Tuttavia, – continua il comitato – né quest’atto pubblico ha trovato risposta positiva né le promesse fatte negli incontri passati sono state mantenute. Già dal 2012, inoltre, chiediamo conto dei fondi ex Gescal destinati all’edilizia sociale e popolare, fondi che paiono essere svaniti nel nulla o sperperati in fantomatiche consulenze, al punto tale che la Regione ha dovuto operare una ricognizione per appurare che fine abbiano fatto questi soldi. A tutto ciò si aggiungano i dati regionali che confermano il triste primato bruzio in tema di sfratti: su 1.483 richieste totali, infatti, addirittura 1.387 sono prevalentemente relative alla città di Cosenza. Come se non bastasse, a questo panorama desolante si affiancano atti strategici di violenza, perpetrati da chi si erge a tutore dell’ordine pubblico. E ieri mattina ne abbiamo avuto la riprova. Infatti, mentre ci trovavamo, assieme a famiglie, donne, uomini, bambini e anziani sul tetto della Prefettura, armati solamente di megafono, striscioni, volantini, animati dalla volontà di informare la cittadinanza e determinati a ottenere quanto ci è dovuto, la solerte Questura cosentina si è prodotta in uno sgombero immediato, con tanto di sequestro dello striscione, interruzione dell’intervento al megafono di una compagna, strattoni, calci, urla e richiesta violenta di esibizione dei documenti per alcuni dei presenti. Ci chiediamo perché una tale prova di forza sia rivolta contro chi rivendica e conquista, ogni giorno, diritti basilari, quand’invece chi ruba, devasta e specula viene lasciato impunemente libero di agire e portare a termine i propri sporchi affari. Come abbiamo sempre fatto, non arretreremo neanche di un passo, perché la lotta per la casa non è solo finalizzata alla soddisfazione di un bisogno, ma è paradigma della riconquista della nostra libertà. Invitiamo quindi la cittadinanza a partecipare in massa Sabato 9 Aprile, alle 17.00 al un corteo di protesta che partirà dall’ex istituto Canossiane”.

 

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