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Al Teatro Auditorium Unical ‘Operetta burlesca’ di Emma Dante

Cultura & Spettacolo

Al Teatro Auditorium Unical ‘Operetta burlesca’ di Emma Dante

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Operetta Burlesca

Lo spettacolo rientra nella ricca programmazione di “Oltre la scena”, la stagione teatrale diretta dal Centro Arti Musica e Spettacolo dell’Unical.

 

RENDE (CS) – Per questo spettacolo, che andrà in scena domani, alle 20.45, al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, Emma Dante, oltre ad aver scritto il testo e curato la regia, ha anche ideato scene e costumi. La produzione è a firma della compagnia Sud Costa Occidentale, le coreografie sono di Davide Celona e le luci di Cristian Zucaro. La storia è quella di Pietro, un ragazzo nato femmina ai piedi del Vesuvio, nella provincia meridionale – come racconta Emma Dante nelle note di regia. Pietro parla in falsetto, ha un corpo sbagliato e un animo passionale, e s’innamora infelicemente un sacco di volte. È figlio unico e vive con i genitori. Il padre l’ha messo a lavorare in una pompa di benzina e la sua unica libertà è scappare a Napoli: per fare shopping e ballare, ma soprattutto per camminare.

 

A dire la verità, le libertà che Pietro riesce a ritagliarsi sono due, perché a volte, di sera, si chiude nella sua cameretta, che è ancora quella di quand’era bambino, coi poster attaccati con lo scotch, si traveste da donna, sposta i mobili e poi balla. A quarant’anni incontra il grande amore. Corrisposto. Ma resta lì paziente al paese, a casa dei genitori, e il sabato va a ballare a Napoli. Per due anni dura la storia, finché una sera Pietro conosce la verità e per salvare il suo amore prende una decisione difficile. A dare voce e corpo a questa storia c’è il gruppo di attori, Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida e Carmine Maringola, con cui la regista palermitana ha spesso collaborato. E anche in “Operetta burlesca” Emma Dante usa un linguaggio unico e surreale, che è ormai caratteristica ricorrente dei suoi spettacoli. Un tema attualissimo e un linguaggio fatto di musica, colori, danza e poesia, per ciò che la stessa regista ha definito «uno spogliarello dell’anima».

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