Intrattenimento
A Cosenza primo workshop regionale per consulenti familiari

Il workshop si svolgerà domani nella Sala Rogliano della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù e della Madonna di Loreto, in Piazza Loreto sotto il patrocinio dell’ Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari.
COSENZA – A promuovere e coordinare questo importante appuntamento é la dottoressa Gabriella Bonanno di Roma, Referente e Supervisore regionale per la Calabria dell’Associazione, psicologa clinica, consulente familiare e grafologa giudiziaria; coadiuvata dalla dottoressa Caterina Perrelli di Cosenza, pedagogista, consulente familiare e criminologa. Il Workshop avrà carattere teorico-esperienziale e metterà al centro dei suoi lavori “Il contatto nella relazione” orientato alle problematiche della famiglia. Tema quest’ultimo particolarmente rilevante già di per sé, ma ancora più appropriato in un contesto socio-culturale come quello meridionale in generale, e calabrese in particolare, in cui le difficoltà nei rapporti coniugali e familiari sono tradizionalmente considerati dover essere affrontati e gestiti entro le mura domestiche o, al massimo, nella stretta cerchia parentale. Uno degli scopi propri dell’Associazione è proprio quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e i responsabili degli enti pubblici ai problemi e alle esigenze della consulenza coniugale e familiare. Compito delicato che richiede l’intervento di professionisti altamente preparati e specializzati nella consulenza alla persona, alla coppia ed al nucleo familiare.
Necessaria, pertanto, è la formazione permanente attraverso l’organizzazione di periodici corsi di aggiornamento che garantiscano, per quanto possibile, una perfetta sintonia dell’operato del consulente con le mutevoli e problematiche emergenze di una società in continua e rapida trasformazione. Prova ne sia il lungo e tormentato dibattito che ha occupato il Paese e il Parlamento per l’approvazione della Legge sulle Unioni Civili e sulle Adozioni. E quando si metterà in cantiere il Nuovo Codice della Famiglia, sarebbe auspicabile che fosse ascoltata anche la voce dell’A.I.C.C. e F., e delle altre Associazioni del settore, che hanno la loro ragion d’essere proprio nella formazione, studio, ricerca e documentazione dei problemi inerenti all’attività consultoriale e all’intervento sulla famiglia. La figura del consulente coniugale e familiare si differenzia nettamente da quella dello psichiatra e dello psicoterapeuta: il consulente, infatti, non si pone mete “terapeutiche anche se si prende cura della persona, accompagna l’utente nel percorso di consapevolezza e chiarificazione, utilizza metodologie specifiche nei confronti del disagio e non della malattia che mirano a ristabilire le relazioni disfunzionali, ad utilizzare al meglio le potenzialità proprie dell’individuo, a trovare le risorse per superare il momento critico.


















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