Area Urbana
Elezioni e collusioni, l’antimafia rinuncia ai controlli su Cosenza e Crotone

Mancano gli strumenti e le risorse per verificare i precedenti penali di tutti i candidati. Vigilanza su 15 Comuni.
ROMA – Non ci sono le condizioni per vigilare sui 150mila candidati alle prossime elezioni amministrative che si terranno in tutta Italia. La presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi ha spiegato che, in vista delle comunali, esponenti del Pd, dell’Idv e di Fi “ci hanno chiesto di esaminare le liste. Per la carenza degli strumenti da parte dello Stato (innanzitutto il casellario giudiziario nazionale non aggiornato e senza carichi pendenti e l’assenza di una banca dati unica di candidati ed eletti, tanto che la presidente dell’Antimafia ha parlato di “totale non conoscenza del personale politico di questo Paese”), si limiterà a fare un lavoro di osservazione sui comuni sciolti per mafia, su quelli in commissariamento ordinario, dopo aver avuto una commissione d’accesso e sui comuni che hanno avuto una commissione d’accesso negli ultimi tre anni”. I 15 comuni sotto “verifica” saranno quindi: Battipaglia, Scalea, Ricadi, Badolato, San Luca, Platì, Ioppolo, Roma, Trentola Ducenta, S. Oreste, Briano, Finale Emilia, Morlupo, Diano Marina, San Sostene.
“Riteniamo inoltre – ha concluso – che le norme riguardanti la candidabilità nei comuni sciolti per mafia debbano essere in qualche modo rese più rigorose, così come riteniamo che debbano essere inasprite le pene per il reato di scambio elettorale, sia mafioso sia ordinario”. Nessun controllo formale quindi verrà disposto dalla commissione parlamentare antimafia sulle liste di candidati che saranno presentate nei Comuni di Cosenza e Crotone. A confermarlo è stata la presidente Rosy Bindi, illustrando la relazione sulla “Trasparenza delle candidature ed efficacia dei controlli per prevenire l’infiltrazione mafiosa negli enti locali in occasione delle elezioni amministrative”, approvata all’unanimità oggi dalla Commissione parlamentare antimafia. Domani una delegazione di parlamentari calabresi incontrerà la presidente Bindi per chiedere che la Commissione non si limiti a verificare la presenza di eventuali candidati impresentabili solo nelle liste dei comuni già sciolti per infiltrazioni mafiose e che saranno chiamati alle urne il 5 giugno.
















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