Area Urbana
Sandro Principe ancora ai domiciliari, il fratello: “Non mollare. Uscirai vincitore”

Gaetano Principe assiste al consiglio comunale, dai banchi la solidarietà all’ex sindaco di Rende.
RENDE (CS) – Un’altra disavventura per la famiglia Principe, l’operazione System. Indagini che hanno portato all’arresto di dieci persone tra cui Sando Principe, ancora ristretto ai domiciliari. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha revocato la misura di custodia cautelare per Pietro Ruffolo (PD) ex consigliere provinciale, Giuseppe Gagliardi (PD) ex assessore al Comune di Rende, Umberto Bernaudo (PD) anch’egli ex primo cittadino a Rende e Rosario Mirabelli ex consigliere regionale tra le fila di Scopelliti. I cinque insieme ad Adolfo D’Ambrosio, Michele Di Puppo, Francesco Patitucci, Umberto Di Puppo e Mario Paolo Lento erano stati arrestati il 23 Marzo accusati a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione. Accuse respinte con forza dall’ex sindaco di Rende che per tre ore d’interrogatorio ha risposto al gip dichiarando la propria estraneità ai fatti. Negli anni Novanta Sandro Principe era stato inquisito e poi prosciolto dall’accusa di voto di scambio in un’inchiesta che portò all’arresto di 66 persone in tutta Italia. Il procuratore di Palmi, Cordova che aveva ipotizzato legami tra l’ex sottosegretario e la cosca Pesce di Rosarno chiese due volte alla Camera dei deputati l’autorizzazione a procedere contro l’onorevole Principe, ma non l’ottenne. Poi il caso venne archiviato. A parlare della vicenda umana è il fratello Gennaro che ha assistito a parte dell’ultimo consiglio comunale tenutosi a Rende in cui l’onorevole è stato ricordato ed elogiato.
LA SOLIDARIETA’ DEL FRATELLO GAETANO PRINCIPE
“Sarà la magistratura a fare le indagini. Farà il suo dovere afferma il fratello di Sandro Principe – e accerterà eventuali responsabilità a suo carico. Già è successo, fu indagato e poi assolto per fumus persecutionis. Lo avevano fotografato con un consigliere comunale imparentato all’ottavo grado con certi mafiosi di Rosarno e lo hanno indagato. Era il periodo che Giuliano Amato in qualità di presidente del Consiglio lo nominò sottosegretario al ministero del Lavoro. Ho incontrato tantissime persone che mi hanno fermato chiedendo come sta Sandro e mandandogli i propri saluti. Mio padre ha lasciato a Sandro una pesante eredità e bisogna dire che Rende l’ha conclusa mio fratello. Basta vedere le chiese e le scuole ristrutturate, il verde curato. La San Carlo Borromeo, dove ha pagato con il sangue il suo impegno, venendo sparato. Mi auguro che tiri fuori lo spirito guerriero che ha avuto quando è stato otto mesi disteso in un letto. Che tiri fuori quella grinta che lo contraddistingue. Anche oggi che come tutte le città Rende sta vivendo un periodo di decadenza, non per colpa di nessuno, resta una bellissimo posto in cui abitare. E questo grazie al suo lavoro. Sto sempre fuori non so se frequentasse questa gente, ma conoscendo Sandro che soprattutto dopo il caso di Rosarno aveva paura anche della sua ombra, credo proprio di no. Penso che essendo sicuro di essere innocente starà soffrendo per dieci volte. Con la consapevolezza dell’innocenza la pena è come se si decuplicasse. Abbiamo scelto due strade diverse: lui è l’Everest e io sono il Monte Cucuzzo, attualmente neanche lavoro. Bisogna aver pazienza e aspettare. Voglio dirgli di tenere duro e non mollare. Uscirai vincitore, tira fuori lo spirito di quando eri in ospedale. Questa – esorta Gaetano Principe rivolgendosi al fratello – di fronte al Careggi di Firenze è una barzelletta, lì hai sofferto veramente. Quando le cose andranno meglio tornerai ad essere il leone che sei sempre stato”.
LA SOLIDARIETA’ DEI CONSIGLIERI COMUNALI
Nell’aula consiliare nel corso della ultima assise il consigliere Zicarelli, dopo aver proposto di intitolare una piazza di Rende a Giacomo Mancini, ha menzionato il caso Principe. “Accuse infamanti – ha affermato il consigliere di maggioranza – costringono a vivere in condizioni di reclusione l’onorevole. Siamo garantisti e Rende non è una città mafiosa. Dobbiamo stringerci umanamente intorno a persone come lui che tanto hanno dato alla nostra terra”. Anche dai banchi della minoranza è arrivato il sostegno all’ex sindaco di Rende. Il consigliere Andrea Cuzzocrea si è detto garantista per Principe. “A cui auguro che tutto proceda per il verso giusto. In questi venticinque anni – ha sostenuto nel suo intervento in consiglio comunale – la famiglia Principe ha fatto tanto per questa città. Così come Mancini”. Nel trattare il punto all’ordine del giorno che riguardava la commemorazione dell’onorevole Giacomo Mancini in occasione del centenario dalla nascita più volte si è citato il nome di Principe. Non poteva mancare la solidarietà del consigliere Pasquale Verre candidato a sindaco sostenuto dall’onorevole nell’ultima campagna elettorale a Rende. “Siamo amici e compagni, – dice parlando di Sandro Principe e degli altri politici indagati nell’operazione System – sono sicuro che sapranno dimostrare la loro estraneità ai fatti”. Un consigliere tra le fila della maggioranza di Marcello Manna, invece, si è spinto oltre. E’ Pierpaolo Iantorno di Rende Bene Comune. “Sono dispiaciuto per quanto accaduto a Principe e agli altri. In particolare – spera Iantorno – auspico che Sandro possa tornare a dare il suo contributo a questa città. Perché la storia va rispettata e da Trapani a Napoli città belle come Rende non ce ne sono”.
















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