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Cadavere di Tarsitano in putrefazione, sequestrate celle dell’obitorio

COSENZA – I frigoriferi dell’obitorio non funzionano più. Autopsie al palo.
Agenti della Questura di Cosenza hanno posto i sigilli, questa mattina, alle celle frigorifere dell’obitorio dell’ospedale di Cosenza. Le celle non avrebbero piu’ attivo il sistema di refrigerazione. Il problema era emerso ieri, dopo che non era stato possibile eseguire un esame autoptico sul corpo del giovane 26enne Mario Tarsitano per l’impossibilità di utilizzare le celle. Il cadavere di Tarsitano sarebbe stato ritrovato ieri in stato di putrefazione conservato ad una temperatura superiore ai 32 gradi. Per la morte del giovane di Pietrafitta avvenuta lo scorso sabato a causa di una violenta crisi respiratoria cui cause sono ancora da accertare sono attualmente indagati sei medici dell’ospedale Annunziata, del Mariano Santo e della Guardia Medica a cui il ragazzo si era rivolto prima di perire. Lo stato di decomposizione della salma stipata da sabato nelle celle prive di refrigerazione non ha permesso di eseguire l’autopsia che è stata nelle ore successive effettuata nel cimitero di Colle Mussano in condizioni precarie dettate dall’influenza di agenti ambientali esterni. I genitori della vittima pare siano rimasti allibiti dalla notizia ed avrebbero esternato la propria indignazione allertando il direttore sanitario dell’ospedale che ha attestao l’inidoneità dei locali per il malfunzionamento dei dispositivi. “Noi non puntiamo il dito contro nessuno – ha affermato l’avvocato difensore dei Tarsitano dalle colonne di Gazzetta del Sud – ma non siamo stati messi, qui all’Annunziata, nelle condizioni di verificare cosa sia realmente accaduto. In un ospedale come quello di Cosenza non è pensabile che nessuno si sia accorto che iòl cadavere, a disposizione delle autorità giudiziarie, fosse nelle condizioni in cui è stato trovato”.


















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