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Esami di Stato a Cosenza, la prova di matematica? “Ni simu arripezzati”

COSENZA – Il caldo, i libri e l’incubo del foglio bianco.
Le giovani leve della società cosentina chiamate a sostenere l’esame di maturità raccontano la propria esperienza. Dagli istituti tecnici ai licei si alza la protesta contro le tracce della prova d’italiano imposte dal ministero: “niente di ciò che chiedevano è contenuto nei programmi che abbiamo studiato!”. “Magris non c’è neanche nei libri di testo – afferma uno studente del liceo Scorza all’uscita da scuola – è un poeta contemporaneo, non lo conosceva nessuno. Gli altri erano più fattibili io ho scelto di fare il saggio breve sullo sviluppo del cervello. Credo sia andato bene, ho inserito anche la proposta di un progetto per investire sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale”. “A malapena sappiamo chi è Pirandello, – urla ridendo un compagno di classe – e ci parlano di Magris! Non ci aspettavamo degli argomenti così. Io ho fatto il tema sugli omicidi politici con Moro e Matteotti. Era quello che rispecchiava di più la mia preparazione e miei interessi”. Ma c’è chi si spinge oltre. “Chi ha formulato le tracce – tuona un altro studente – credo che debba essere malmenato, fosse stato tra noi avrebbe sicuramente incassato tanti ‘paccari’”. “I quesiti della prima prova – dichiara uno studente dell’Istituto Tecnico Industriale – erano davvero formulati male, non si possono pretendere cose di cui non vi è traccia né nei libri di testo né nei programmi ministeriali”. Da un breve sondaggio a riscuotere il maggiore successo tra i temi proposti pare sia stato il saggio sugli omicidi politici. Oggi i ragazzi sono invece stati chiamati a sostenere la famigerata ‘seconda prova’. Diversa per ogni tipologia di scuola. “Stamattina era diverso – sentenzia un gruppo di studenti di fronte all’Industriale – c’era la prova di telecomunicazioni, ma era tutto un altro mondo. Non abbiamo avuto particolari difficoltà perché sono cose sulle quali siamo preparati, cose che si riallacciavano a quanto abbiamo studiato nel corso degli anni”. Diversa la situazione al liceo Scorza: “Ni simu arripezzati” spiega uno studente. “Non era troppo complicata, – continua un compagno – ma neanche facile”. Inevitabile che emerga la rivalità tra tecnici e liceali. “La prova di matematica dei licei – sentenziano i maturandi – noi dell’industriale l’avremmo fatta ad occhi chiusi gli integrali li studiamo da molto prima. Non siamo una scuola di serie B. Anzi. Vorrei ricordare che qui a Cosenza abbiamo vinto la Gara Nazionale di Elettronica. Bisogna sfatare il mito dell’Industriale come fabbrica di ignoranti. I nostri laboratori sono appassionanti e ci hanno formato in maniera eccelsa. Loro (i liceali ndr) si sentono tanto acculturati, ma più di noi hanno solo qualche femmina tra i banchi”. E mentre per il futuro lavorativo i liceali affermano di nutrire “scarsa fiducia” e i ‘tecnici’ invece “di poter far fruttare un diploma, oerchè se si sblocca l’economia i periti industriali sono importantissimi” sul proseguire gli studi la risposta è unica: Università. Non manca chi vaga imprecando senza capacitarsi: “Ho sbagliato il compito, ho perso il pullman per Torano. Non è la mia giornata”.



















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