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‘Ndrangheta e massoneria deviata, indagati otto imprenditori

REGGIO CALABRIA – Raffica di perquisizioni in tutta Italia.
Il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria dall’alba di stamane sta eseguendo una serie di perquisizioni tra Lombardia, Liguria e Calabria. Al centro dell’inchiesta i presunti legami tra ‘Ndrangheta e massoneria deviata nella gestione degli appalti per l’Expò milanese. Il business creato dal sodalizio criminale secondo la Dda reggina, che ha coordinato le indagini, sarebbe stato funzionale a ‘ripulire’ il denaro proveniente dalle attività illecite della cosca De Stefano. Le perquisizioni riguardano 25 abitazioni, tre sedi societarie e sei conti correnti. Tra i destinatari del provvedimento risultano esservi otto noti imprenditori reggini incensurati titolari di società con interessi nei lavori per l’Expò di Milano. Romolo Girardelli, genovese di 54 anni; Pasquale Guaglianone, 58enne nato a San Sosti nel cosentino; Giorgio Laurendi, 58enne di Reggio Calabria; Bruno Mafrici, 38enne di Reggio Calabria; Ivan Pedrazzoli, 53enne nato ad Albosaggia; Giuseppe Sergi, 51enne ex amministratore comunale di Reggio Calabria; Michelangelo Maria Tibaldi, 46enne di Reggio Calabria; Angelo Viola, genovese di 50 anni sono accusati di associazione per delinquere riciclaggio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. L’inchiesta vede indagato, fra gli altri, l’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito. Anche se il suo legale ha attualmente smentito qualsiasi provvedimento notificato al suo assistito. “Non esiste alcuna nuova contestazione nei confronti di Francesco Belsito, – afferma il legale dell’ex tesoriere della Lega Nord, Alessandro Vaccaro – non e’ stato raggiunto da alcun avviso di garanzia o decreto di perquizione. Non esiste la prova di un passaggio di denaro tra societa’ costituite da Belsito in passato e organizzazioni mafiose”.




















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