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Il neolatitante cosentino Walter Gianluca Marsico ancora irreperibile

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Il neolatitante cosentino Walter Gianluca Marsico ancora irreperibile

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Dell’uomo ritenuto esponente di spicco della cosca Lanzino non si ha alcuna notizia da cinquanta giorni.

 

COSENZA – Nessuna traccia di Walter Gianluca Marsico. Il neolatitante cosentino ha fatto perdere le proprie tracce lo scorso 20 Aprile. Quello stesso giorno i carabinieri avrebbero dovuto notificargli la sentenza di Cassazione e tradurlo in un penitenziario per scontare la condanna a trenta anni di reclusione per l’omicidio Marchio. All’arrivo dei militari presso l’abitazione in cui risiedeva, l’uomo era già scomparso nel nulla. La Direzione distrettuale Antimafia e la Procura avevano chiesto, invano, alla Corte d’Assise la custodia cautelare in carcere temendo la sua fuga. Oggi, trascorsi cinquanta giorni di latitanza, gli inquirenti pare brancolino ancora nel buio. Il quarantottenne è ritenuto uno degli esponenti di primo piano della cosca Lanzino. Secondo quanto riferito da alcuni collaboratori di giustizia, gestirebbe il business dell’usura nella città di Cosenza grazie ad un accordo siglato nel carcere di Siano a Catanzaro tra il clan Perna e il gruppo Lanzino-Ruà. L’usura però non sarebbe l’unica occupazione di Marsico accusato di diversi episodi di estorsione. Sicuramente può essere considerato un ‘affare di famiglia’ come testimonia l’arresto per usura della moglie Fausta Malgaritta avvenuto nell’estate del 2014.

 

Con sentenza definitiva inoltre è stato individuato come il responsabile dell’uccisione di Vittorio Marchio, il ‘bandito in carrozzella’ avvenuta nel Novembre 1999 a Serra Spiga. Marchio coinvolto nel maxi processo Garden, nelle inchieste Ciak e Piranha, venne freddato con dodici colpi di pistola sotto casa prima ancora di essere giudicato. L’agguato fu portato a termine utilizzando una calibro 9.21 e una 38 special con le quali fu ferito al torace e all’addome. Molto vicino ai fratelli Mario e Pasquale Pranno, Marchio all’epoca dei fatti trentaquattrenne, era ‘colpevole’ di muoversi con troppa autonomia all’interno degli ambienti criminali. Accusato di diversi episodi di rapina fu costretto a vivere in carrozzella dopo essere stato attinto da un colpo alla schiena nel corso di un furto non andato a buon fine. Marchio, si ricorda era il cognato dell’imprenditore edile Sergio Perri (ritenuto costruttore di riferimento della cosca Calvano di San Lucido) ucciso insieme alla moglie Silvana De Marco nell’area industriale di Rende. La latitanza di Marsico potrebbe essere un indizio a conferma dell’ipotesi formulata dagli inquirenti, ovvero che attualmente sia lui l’unico uomo in ‘libertà’ in grado di gestire gli affari del clan.

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