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Gatto torturato e trovato a pezzi su viale Mancini, autorità competenti ‘sanno’ ma non intervengono (FOTO)

Area Urbana

Gatto torturato e trovato a pezzi su viale Mancini, autorità competenti ‘sanno’ ma non intervengono (FOTO)

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gatto viale mancini001

ATTENZIONE: Le immagini che proponiamo potrebbero urtare la sensibilità non solo di chi ama gli animali. Quello che è accaduto dopo la mezzanotte, è oltremodo raccapricciante, e questi atti vanno puniti.

COSENZA – E’ la testimonianza di una persona sotto shock quella lasciata su Facebook e documentata con immagini che fanno rabbrividire. La nostra redazione, ha voluto portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica quanto accade a Cosenza attraverso la pubblicazione del post apparso sul noto social network e che riporta le ore 00.15 di Giovedì 9 Giugno 2016.

“Parcheggio su viale Mancini per rientrare a casa e vedo una scatola. Mi avvicino, sembrava strana, accendo la torcia e vedo che dentro era piena di sangue come se fosse zampillato proprio lì dentro, guardo meglio intorno e noto un laccio insanguinato,forse usato per chiudere la scatola… al lato di essa trovo un gatto fatto a pezzi, tagliato e dilaniato. I randagi passando devono aver finito l’opera togliendolo dalla scatola in cui era stato messo e ‘squartato’, e lo hanno fato in pezzi ancora più piccoli,  mancava la testa, qualche zampa.

scatola

gatto viale mancini

Avverto le autorità alle ore 00.19 perché si tratta, conoscendo i fatti della zona in cui avviene il ritrovamento, di tortura che ovviamente si sono disinteressate; ho registrato la chiamata per tutela e ho richiesto l’intervento per constatare almeno il fatto dato la tortura ad animali (secondo quanto ha dichiarato anche l’operatore) è reato!… Ma non hanno voluto mandare la pattuglia.

Appena ho detto “mi trovo a viale Mancini” l’agente stesso ha detto “per caso davanti l’home Club Residence?” e io dico di “si” e lui “Ahhh allora ho capito“; poi mi passa un altro agente il quale, quando io dico “pronto?” dato non parlava, mi dice testualmente (ed è registrato) “Si…Peppì cchi tti serva? Chi ti fa male Peppì?” quindi anche preso in giro e trattato con pochissima professionalità”.

Ovviamente poi il ‘gentile’ interlocutore ha chiuso il telefono. L’utente richiama e tra una cosa e l’altra non si risolve niente, ma dall’altro capo del telefono l’agente ci tiene a ribadire di ‘aver capito’ “le ho detto io che sapevo anche la zona, ho capito…”. Poi più nulla….

scatola

gatto viale mancini3

Nella zona pare ci sia una persona ‘dedita’ a questo tipo di atti di crudeltà

Ed eccoci alla denuncia del caso perché l’utente, che ha raccontato su Facebook questa atroce quanto vergognosa storia è consapevole della presenza, in quella zona della città, di una persona che ha già a suo carico varie denunce, anche per aggressione personale “la quale è stata dichiarata (a quel che mi diceva chi l’ha denunciata) mentalmente inferma”.

Una persona dunque, palesemente pericolosa ma che si preferisce ‘lasciare agire’.

“Già l’estate scorsa – è scritto ancora nel post – trovammo io ed un amico un gatto con la faccia parzialmente asportata, i vigili intervennero e i veterinari di turno confermarono l’accaduto. Ora, tra una chiacchiera e l’altra – spiega l’utente – mi hanno negato l’intervento della pattuglia con varie motivazioni nonostante abbia insistito e litigato. A quel che so e che mi hanno detto funziona così “se non la beccano sul fatto non si può fare nulla. L’anno scorso non ho pubblicato le foto di quel gatto con la faccia tagliata via, ma le aggiungo ora. Magari gli ‘agenti’ avevano anche in quell’occasione pochissime possibilità, pochi mezzi…”.

Ma chi è chiamato a far rispettare la legge, crede che punire e avviare azioni concrete contro questi episodi di crudeltà non sia ‘far applicare la legge’?

 

gatto anno scorso

Il gatto trovato lo scorso anno

 

 

 

 

 

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