Area Urbana
Bianca Rende ora fa sul serio: “Il Pd deve subito voltare pagina”

La neo consigliera comunale di Cosenza ‘sfida’ i big del partito: “La volontà popolare alle amministrative è stata chiara, lapalissiana, incontestabile. Gli errori sono stati macroscopici”.
COSENZA – A sentirla sembrava di ascoltare un esponente politico di altro pianeta poiché siamo abituati, di fronte ad una debacle come quella del PD a Cosenza, a sentire le solite parole che tendono a minimizzare l’evento. Al contrario ed in modo netto, il discorso della neo eletta Bianca Rende ieri nella sede del Coni, marca una differenza che, per chi la conosce, si sarebbe aspettato. Quando testualmente dice che “non abbiamo un’emergenza democratica poiché il sindaco Occhiuto ha vinto col 60% ha il diritto di governare” e che “il nostro compito è controllare”. Beh, si direbbe niente di nuovo ma non è così perché Rende rincara la dose. “l’opposizione deve essere seria e non pretestuosa nell’interesse della città, attuando tutti gli strumenti di trasparenza possibili”.
“Quello che riteniamo essere la vera emergenza e agibilità democratica, sta tutto all’interno del PD”. L’affondo è veramente pesante perché fino ad oggi parole così chiare non se n’erano mai sentite, parole che impegneranno, nel futuro, almeno si spera, tutti gli organi del PD a tutti i livelli locali, provinciali e regionali.
Rende, pur consapevole di essere solo consigliere di minoranza di una città bella e autorevole, si dichiara disponibile ad utilizzare questo suo ruolo condividendolo con chi nel PD lavora ad un rinnovamento che non sia solo di facciata ma che vada nel profondo poiché è l’unico modo per ridare credibilità a tutto l’ambito del PD cosentino e regionale che non ha sicuramente brillato e non brilla. “Lo si è visto nel risultato della competizione amministrativa, nella quale la volontà popolare è stata chiara, lapalissiana, incontestabile. Gli errori sono stati macroscopici -continua Bianca Rende -. Un’opposizione che in cinque anni è stata poco credibile e flebile, non dovuta alla qualità dei consiglieri ma alla mancanza di un rapporto fecondo col partito locale”… come dire si è proceduto per ordine sparso in un partito inesistente, “la presenza di circoli completamente inattivi, la mancanza di un partito vero slegato dagli organigrammi e che camminasse tra la gente”. Ecco, come un fendente una falce in mezzo ad un campo grano, dove i tagli sono netti. Bianca Rende dipinge un partito locale a tinte fosche che non ha saputo interpretare l’urlo del suo pur cospicuo elettorato e che si è chiuso a riccio rifiutando ogni tentativo di apertura al nuovo, un partito che è stato abbandonato nelle urne. Insomma da questa riunione che era anche e soprattutto un momento di informazione sul prossimo referendum di ottobre, che rappresentava anche il ringraziamento per il consenso ricevuto in un momento così buio per il PD, si registra la volontà di coloro che vogliono dare vita ad un PD rinnovato strutturalmente, dalle fondamenta, una rivoluzione che potremmo definire “culturale”. Le condizioni ci sono tutte perché si realizzi anzi è auspicabile.




















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