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‘Ndrangheta: Pelle e Musacco, i boss depressi di Villa degli Oleandri

COSENZA – ‘Maruzzu’ dalle stanze della clinica privata gestiva buona parte del racket cosentino.
I compari andavano a fargli visita portando soldi e ricevendo ordini. Le telecamere nascoste tra i corridoi dei reparti del piccolo nosocomio hanno però immortalato ogni movimento dell’esponente di spicco del clan Perna-Cicero condannato a nove anni per estorsione e detenuto in regime carcerario dal gennaio 2009. I passaggi di banconote di mano in mano e finanche il loro numero di matricola. Tutto. Dettagliatamente. Ogni pezzo da cento scivolato dalle tasche degli ‘esattori’ a quelle del boss è stato filmato e messo agli atti. Settimanalmente gli affiliati alla consorteria criminale in cui Musacco riveste un ruolo di estremo rilievo, andavano a salutare l’amico affetto da depressione ricoverato a Villa degli Oleandri regalandogli un sorriso accompagnato dai proventi del pizzo estorto alle aziende di città e provincia. Un meccanismo rodato nel business del racket di ‘Franchino’ Perna di cui i dipendenti della casa di cura pare fossero totalmente allo scuro. Eppure poco tempo fa proprio il primario della stessa clinica Guglielmo Quartucci fu arrestato per favoreggiamento della criminalità organizzata per aver prodotto delle perizie fittizie che certificassero una grave patologia psichiatrica al boss della Locride Giuseppe Pelle: ‘depressione maggiore’. Grazie alle perizie confezionate da Quartucci con la collaborazione del medico del pronto soccorso di Locri Francesco Moro, Gambazza riuscì in più occasioni ad evitare il carcere e scontare buona parte della pena proprio nella clinica dove risiedeva in regime di restrizione in struttura sanitaria Mario Musacco. La situazione psichiatrica di Musacco pare comunque non fosse effettivamente delle più serene. Solo tre mesi fa infatti Maruzzu avrebbe tentato di suicidarsi nella cella del carcere di Teramo in cui era si trovava ristretto. A salvarlo il provvidenziale intervento di due detenuti ed un agente della penitenziaria, che avrebbero così scongiurato l’estremo gesto inscenato dal rais del pizzo. I provvedimenti di trasferimento dal penitenziario alla clinica di Mendicino avrebbero permesso a entrambi i boss di continuare ad agire indisturbati come testimoniato dalla deposizione resa dal ‘pentito’ Samuele Lovato in cui l’ex uomo d’onore della ‘ndrangheta cosentina parla di un meccanismo diffuso tra gli ambienti della criminalità organizzata per ottenere facili scarcerazioni. “Io so che parecchie persone che appartengono alla malavita fanno richiesta – ha dichiarato Lovato alla presenza dei giudici – e pilotano la loro uscita dal carcere facendo avere tramite i loro avvocati delle richieste e delle disponibilità da Villa degli Oleandri per finire a Villa degli Oleandri. Una volta arrivati a Villa degli Oleandri, fanno esattamente quello che facevano a Villa Verde cioè gonfiano le patologie, riportano sopra le cartelle farmaci che non vengono assolutamente somministrati, falsificano dei test”. E se il male oscuro dilaga tra le consorterie criminali, i camici bianchi pare siano pronti a stendere il tappeto rosso all’arrivo dei ‘potenti’.



















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