Cultura & Spettacolo
Fake, l’inedito di Elisabetta Eneh

Finalista in The Voice of Italy 2018, il talent della musica in onda su Rai Due, Elisabetta, è una giovane artista, italiana di madre, nigeriana da parte del papà. Trentunenne cosentina, porta con sé tutta l’allegria e l’energia delle sue radici africane.
COSENZA – È stato un viaggio in Africa a farla ricredere: “Ho capito che non è importante come sei esteriormente, ciò che sei non devi esprimerlo con artifici”, dice Elisabetta. E durante il viaggio è con la nonna che più entra in sintonia e che porta sempre con sé nei pensieri. Sul palco di The Voice Elisabetta ha cantato “Rome wasn’t built in a day”, dei Morcheeba colpendo tutti i giudici per le sue capacità canore e la passione che mette nel canto. Non solo tutti i coach si girano, ma si alzano anche in piedi applaudendo. È stata un personaggio, oltre che cantante, punta del programma di Rai Due.

Nel curriculum, dal 2000, vanta diversi corsi di canto gospel spirituale, studia con Marcella Amoruso, Luca Ziccarelli, Giuseppe Barbera, Giada Amadei, David Poggiolini, Giuseppe Anastasi, Carlotta Scarlatto, il vocal coach di X-Factor 1-2, Michele Fischetti da cui apprende il metodo S.L.S. Vincitrice di numerosi premi e concorsi, riceve direttamente da Mogol la borsa di studio per studiare presso la Scuola di Mogol, il C.E.T., diplomandosi come interprete. Attiva nel panorama musicale italiano e in particolare calabrese con progetti di musica soul, pop, R&B, blues e musical nonché progetti originali e inediti. Una vera forza della natura. Dopo l’esperienza di The Voice e numerosi eventi alle spalle prima della notorietà televisiva nazionale, Elisabetta Eneh, in arte Fil Mama, è pronta per pubblicare il suo primo inedito. Un’autoproduzione che si affianca a placement interamente cosentini. Fil Mama, ha auto-prodotto tre brani, coinvolgendo in primis brand della sua città, oltre che figure professionali dal calibro di Dani Macchi, vocal coach di The Voice.

Fake è l’inedito con la quale Elisabetta intende debuttare. Il testo è scritto da Antonello Armieri, noto paroliere del gruppo rock cristiano Kantiere Kairòs. Il brano parla di un tema importante, tocca le corde etiche e morali di alcuni comportamenti borderline della generazione contemporanea, l’aborto. In chiave elettro-dance, si narra la storia di una ragazza che deve scegliere se “tenerlo” o meno. E’interessante confrontarsi su una tematica scottante e ancora aperta come quella dell’aborto, dove il clero e i laici ancora si scontrano pesantemente, ma dove soprattutto non può che mettere in crisi i limiti di giudizio. Fake è arrangiato da Elisabetta Eneh e Diego Tedesco con la collaborazione di Joe Santelli e del compositore Remo De Vico. Con un linguaggio musicale post-moderno, attraverso parole semplici e dure, Fake racconta la delusione di un amore e la conseguente l’interruzione di una gravidanza.
L’arrangiamento ideato da Eneh se da una parte si ispira ai suoni freddi della musica elettronica svedese, come i Massive Attack, dall’altra si tinge di toni caldi con i suoni ancestrali delle musiche africane. Una combinazione sui generis che abbraccia culture diverse raggiungendo un perfetto equilibrio sonoro, un esperimento post-pop con influenze afro ben riuscito.



















Social