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Migranti, incendio tendopoli: muore migrante di 18 anni

Calabria

Migranti, incendio tendopoli: muore migrante di 18 anni

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Aveva 18 anni il migrante proveniente dal Gambia che ha perso la vita durante l’incendio nella baraccopoli di San Ferdinando nella piana di Gioia Tauro

 

SAN FERDINANDO (RC) – C’è tensione tra i circa mille migranti che vivono nella tendopoli di San Ferdinando dopo l’incendio che la notte scorsa è divampato in una baracca uccidendo un uomo, originario del Gambia, Suruwa Jaite, 18 anni. Al momento, comunque, non sono segnalati problemi. Le fiamme si sono sviluppate per un fuoco accesso per riscaldarsi dal freddo della notte e sono state spente dai vigili del fuoco che stazionano nella zona. Probabilmente il giovane è stato colto dall’incendio mentre dormiva senza possibilità alcuna di salvezza. Il giovane non abitava nella tendopoli ed era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Ieri era andato a trovare degli amici nella tendopoli di San Ferdinando e vi era rimasto a dormire.
Nel gennaio 2018, un altro rogo aveva distrutto circa 200 baracche uccidendo Becky Moses, una donna nigeriana di 26 anni. Il rogo della notte scorsa è divampato nonostante sulla zona stesse piovendo. Le baracche, costruite ad alcune centinaia di metri dalla tendopoli “ufficiale” in cui vivono altri 800 migranti, sono adesso in mezzo al fango. Una situazione che crea tensione tra i migranti che annualmente, in questo periodo, arrivano nella piana di Gioia Tauro per cercare lavoro nei campi per la raccolta di agrumi.

É in corso nel Comune di San Ferdinando una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica di Reggio Calabria, convocata dal prefetto, Michele di Bari, per fare il punto sulla situazione. Alla riunione partecipano le autorità di pubblica sicurezza ed i rappresentanti delle Amministrazioni locali.

IL PRECEDENTE INCENDIO NEL 2017

L’incendio che stasera ha provocato una vittima a San Ferdinando, non è il primo che divampa nella tendopoli. Quasi due anni fa, il 27 gennaio 2017, un incendio, molto più vasto ed in quel caso doloso, distrusse circa 200 baracche e provocò la morte di una 26enne nigeriana, Becky Moses, ustionando gravemente un’altra donna di 27 anni. La donna era giunta a San Ferdinando solo da pochi giorni. In precedenza era inserita nei progetti Sprar attivati nel Comune di Riace guidato dal sindaco Domenico Lucano, divenuto famoso per i suoi progetti di accoglienza. Pochi mesi dopo quell’incendio, ad aprile, la polizia arrestò una donna nigeriana di 47 anni, Lise Emike Potter, con l’accusa di essere la mandante del rogo. Secondo l’accusa, la donna avrebbe commissionato l’incendio ad alcuni connazionali, dietro pagamento di una somma di denaro, per vendicarsi di una 25enne che sospettava avere una relazione col suo ex convivente. In precedenza, altri incendi si erano sviluppati nella tendopoli nel dicembre 2017 e nel luglio 2017, fortunatamente senza provocare vittime.

OLIVERIO,URGE INIZIATIVA SALVINI “CHIUSURA SPRAR ASSURDA, MORTE GIOVANE IMPONE INVERSIONE ROTTA

“Una giovane vita distrutta nella tendopoli di San Ferdinando. Jaiteh Suruwa,18 anni, a cui va il mio commosso pensiero, venuto dal Gambia per trovare lavoro, ha trovato la morte nella baraccopoli di S Ferdinando. La stessa nella quale, circa un anno fa, ha perso la vita Becky Moses, 26 anni. Entrambi privati dell’accoglienza Sprar, il primo a Gioiosa Ionica e la seconda a Riace”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. “La tendopoli della morte – aggiunge – continua a seminare vittime innocenti, mentre viene assurdamente sancita la fine dei progetti Sprar e liquidata un’esperienza come quella di Riace che costituisce un esempio concreto di accoglienza e di integrazione civile. La morte del giovane Suruwa impone una netta inversione di rotta. La baraccopoli della morte e della mortificazione della vita deve essere smantellata. Il Governo, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, assumano immediate iniziative per soluzioni adeguate ad un’accoglienza degna di un Paese civile”.

CGIL CALABRIA: DA ANNI DENUNCIAMO LA GRAVE SITUAZIONE

“Arriva il messaggio di quelli che non vorresti mai ricevere e che fanno diventare lunga la notte. Un nuovo incendio alla tendopoli di San Ferdinando, ancora morte”. Lo scrive il segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato, in un post su Facebook. “È da anni – afferma Sposato – che lo stiamo denunciando, qualche giorno fa lo abbiamo urlato direttamente dalla tendopoli con una iniziativa. Subito dopo lo abbiamo fatto in Prefettura a Reggio Calabria, che riteniamo abbia enormi responsabilità. Un anno perso per smantellare #Riace, un anno perso per evitare altre morti. Reagiremo”.

Copertina immagine incendio baraccopoli 2018

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